Morgan McSweeney, capo dello staff del primo ministro britannico Keir Starmer, si è dimesso dal suo incarico. Lo riportano i media inglesi. Molti parlamentari hanno ritenuto McSweeney responsabile della nomina di Peter Mandeslon ad ambasciatore del Regno Unito negli Stati Uniti. Mandelson, che fu anche anche ministro sotto Blair e Brown, è accusato di aver condiviso dati sensibili sulla crisi finanziaria 2008-2010, è stato licenziato a settembre, ma è stato sottoposto a ulteriori pressioni in seguito ai nuovi Epstein files. Secondo i media britannici, McSweeney, amico di Mandelson, avrebbe insistito affinché ottenesse il ruolo di ambasciatore a Washington. Mandelson ha negato qualsiasi illecito nei suoi rapporti con Epstein e si è scusato con le vittime di Epstein per la sua associazione con il pedofilo. I documenti, pubblicati dal Dipartimento di Giustizia USA, evidenziano come Epstein avesse accesso a discussioni sensibili su vendite di asset statali e pressioni sul cancelliere Alistair Darling, sollevando dubbi sulla vulnerabilità dei processi decisionali britannici. A Westminster, l’attenzione si concentra sulle fragilità istituzionali, con rischi per la fiducia pubblica nei politici. Ad oggi lo scandalo continua a dominare il dibattito, minando la credibilità del governo Starmer senza ulteriori sviluppi giudiziari annunciati.






