Notte di devastazione al Liceo Scientifico “Augusto Righi” di Roma. Tra domenica 8 e lunedì 9 febbraio ignoti si sono introdotti all’interno dell’istituto di via Boncompagni mettendo a segno un vero e proprio raid vandalico che ha reso inagibili numerosi locali della scuola e costretto la dirigenza a sospendere le lezioni. Secondo una prima ricostruzione, i responsabili sarebbero entrati forzando una finestra al primo piano dell’edificio. Una volta all’interno, hanno agito indisturbati per diverse ore: tutti gli estintori presenti nei corridoi e nelle aule sono stati svuotati, con la polvere antincendio sparsa ovunque su pavimenti, banchi e suppellettili. Un gesto che ha provocato danni ingenti e reso impraticabili gli ambienti didattici. Non solo. Gli autori del blitz hanno imbrattato le pareti della scuola con scritte offensive e simboli estremisti. Sul muro esterno dell’edificio è comparsa la frase “Righi fascista, la scuola è nostra”, accompagnata dal disegno di una svastica. Un messaggio dal chiaro contenuto intimidatorio che ha immediatamente fatto pensare a un’azione premeditata e dal possibile movente politico. La scoperta è stata fatta nelle prime ore di lunedì mattina dal personale scolastico, che all’apertura ha trovato uno scenario desolante: corridoi coperti di polvere bianca, aule inutilizzabili e muri deturpati. Immediato l’allarme alle forze dell’ordine e l’intervento dei carabinieri, che hanno effettuato i rilievi del caso per individuare tracce utili all’identificazione dei responsabili. La dirigenza, di fronte alla gravità della situazione, ha dichiarato l’inagibilità dei locali e disposto la sospensione delle attività didattiche in attesa delle operazioni di pulizia e ripristino. Saranno necessari interventi straordinari per bonificare gli ambienti e riparare i danni, con inevitabili disagi per studenti e docenti. Forte lo sdegno espresso dalla comunità scolastica e dai rappresentanti dei genitori, che parlano di “atto gravissimo e inaccettabile” e chiedono un rapido accertamento delle responsabilità. Anche il Municipio e diverse realtà associative del territorio hanno condannato l’episodio, sottolineando come gesti di questo tipo colpiscano non solo una scuola, ma l’intera collettività. Le indagini proseguono per risalire agli autori del raid: non si esclude che possano essere analizzate le immagini delle telecamere presenti nella zona. Intanto al Righi resta un clima di amarezza e incredulità per un attacco che ha trasformato un luogo di studio e formazione in teatro di vandalismo e intolleranza.






