Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha dichiarato che i documenti sulle garanzie di sicurezza da parte dell’Occidente in caso di un cessate il fuoco con la Russia “sono pronti”.
“La pace e’ necessaria, garanzie di sicurezza affidabili sono l’unica vera base affinche’ la pace esista e affinche’ i russi non violino gli accordi con questo o quel colpo, con una o l’altra delle loro operazioni ibride”, ha dichiarato Zelensky nel suo messaggio serale. “Ora non c’e’ piu’ nessun Paese in Europa che non sappia ancora cosa sia l’interferenza russa e cosa possano essere le operazioni di destabilizzazione russe”, prosegue il messaggio, facendo riferimento anche ai prossimi appuntamenti internazionali che vedranno al tavolo l’Ucraina come la Conferenza di Monaco sulla sicurezza. “La protezione da questo e la garanzia della sicurezza devono essere tangibili e preparare le basi per una pace duratura. I documenti sulle garanzie sono pronti”, ha detto. Le forze russe hanno attaccato la città di Vilniansk, nella regione di Zaporizhzhia, con droni, ferendo quattro persone. Secondo Ukrinform, la notizia è stata riportata su Telegram dal capo dell’Amministrazione Militare Regionale di Zaporizhzhia, Ivan Fedorov. “I russi hanno attaccato Vilniansk con droni. Case private e annessi sono stati danneggiati. Due donne, un uomo e un bambino di meno di due anni sono rimasti feriti”, ha dichiarato. Tutti i feriti stanno attualmente ricevendo assistenza medica. Lunedì 9 febbraio il Ministero della difesa russo ha dichiarato di aver colpito nelle ultime 24 ore le infrastrutture di un aeroporto militare ucraino, insieme a impianti energetici e di trasporto, nonché punti di dispiegamento temporanei dell’esercito ucraino e mercenari stranieri. Secondo quanto riportato, le unità di difesa aerea russe hanno anche intercettato tre bombe guidate e 72 droni ad ala fissa. Lo Stato maggiore delle forze armate ucraine ha dichiarato che nello stesso giorno si sono verificati 74 scontri lungo le linee del fronte, la maggior parte dei quali concentrati in direzione di Pokrovsk. Inoltre, l’aeronautica militare ucraina ha riferito di aver abbattuto o altrimenti intercettato un totale di 116 droni russi tra le 17:30 di domenica e le 09:30 di lunedì. Un sessantenne di cittadinanza russa è stato fermato a Dubai ed estradato dalle autorità emiratine, un complice è stato arrestato nella capitale e un altro è fuggito in Ucraina, ha reso noto l’FSB, affermando di avere certezze anche sul mandante dell’attentato ad Alekseyev: i servizi di Kiev. Il governo ucraino tuttavia continua a negare ogni responsabilità, evocando un regolamento di conti interno allo spionaggio russo. Lyubomir Korba, nato nel 1960 nella regione di Ternopil, nell’Ucraina sovietica, è ritenuto l’esecutore materiale del tentato omicidio del numero due del GRU. Sorpreso sulle scale del suo appartamento a Mosca da una persona che gli ha sparato tre volte con una pistola Makarov dotata di silenziatore, venerdì scorso, lasciandolo in condizioni critiche. Immagini televisive del canale RU-24 hanno mostrato agenti dell’FSB mascherati scortare un uomo bendato da un piccolo jet, in una località non specificata. Secondo il comitato investigativo (SK) Lyubomir “era arrivato a Mosca a fine dicembre su incarico dei servizi segreti ucraini per commettere un attacco terroristico”. Gli inquirenti hanno aggiunto di aver identificato due complici: un uomo, Viktor Vasin, arrestato nella capitale, e una donna, Zinaida Serebritskaya, che sarebbe riuscita a fuggire in Ucraina. Anche se finora non c’è stata nessuna rivendicazione, subito dopo l’attentato il ministro degli Esteri Sergei Lavrov ha puntato il dito sugli ucraini, accusandoli di voler sabotare i colloqui di pace, con il secondo round appena conclusosi ad Abu Dhabi e un nuovo appuntamento che potrebbe tenersi nei prossimi giorni negli Stati Uniti. Nell’ultimo anno, in effetti, le agenzie di intelligence di Kiev hanno preso di mira almeno tre generali russi nella regione di Mosca, accusandoli di coinvolgimento in crimini di guerra, sebbene con operazioni condotte con esplosivi. Nel caso del generale Alekseyev, invece, il ministro degli Esteri Andrii Sybiha ha negato ogni responsabilità ucraina, suggerendo piuttosto che si sarebbe trattato di “lotte intestine” all’interno degli apparati di sicurezza russi. In ogni caso lo status del vicecapo del GRU non era più molto chiaro. Un tempo tra le figure di spicco nella supervisione delle compagnie militari private, era stato dato per caduto in disgrazia dopo la tentata rivolta di Yevgeny Prigozhin nell’estate del 2023 e si diceva che fosse finito in carcere per un breve periodo proprio a causa dei suoi legami con il gruppo Wagner. Anche se, alla fine, aveva mantenuto il suo incarico. In attesa di chiarire meglio i contorni della vicenda (ammesso che ciò avverrà mai), l’attentato al generale è stato visto in Russia come l’ultimo fallimento dei servizi nel proteggere il personale di alto rango all’interno dello Stato. I blogger militari, in particolare, hanno puntato il dito sulle falle nella sicurezza, chiedendosi come un uomo armato sia riuscito a entrare nel condominio senza essere scoperto.






