martedì, Febbraio 10, 2026

Cava Ballotta “scomparsa”: allarme ad Allumiere per l’occultamento di un sito storico in area protetta

Quella che per secoli è stata una testimonianza silenziosa della storia mineraria tra Allumiere e Tolfa oggi sembra essere stata cancellata. La storica Cava Ballotta, situata in località Sbroccati all’interno di una ZPA (Zona di Protezione Ambientale) e considerata una delle prime cave attive già dal Cinquecento, risulterebbe improvvisamente non più visibile. A lanciare l’allarme sono alcuni residenti di Allumiere, che nei giorni scorsi hanno denunciato una situazione definita «inspiegabile e preoccupante». Secondo quanto riferito, l’ingresso della vecchia galleria sarebbe stato completamente riempito di terra e mimetizzato con un bancale, come se si fosse voluto eliminare ogni traccia della sua esistenza. Un intervento che appare tutt’altro che casuale e che solleva interrogativi pesanti sulla sua legittimità. L’area in questione, infatti, risulta oggi attraversata da percorsi utilizzati per attività di mountain bike e motocross. Numerosi sentieri sarebbero stati tracciati all’interno del bosco, delimitati da bandierine rosse e accompagnati da modifiche invasive al terreno naturale. Interventi che, oltre a stravolgere l’assetto paesaggistico, appaiono difficilmente compatibili con i vincoli di tutela ambientale propri di una zona protetta. Il problema non è soltanto di carattere naturalistico. Le antiche cave del comprensorio allumierasco e tolfetano rappresentano un patrimonio storico e culturale di valore inestimabile, legato a secoli di estrazione mineraria che hanno segnato profondamente l’economia e l’identità di questi territori. Alterarne o addirittura occultarne le tracce significa, di fatto, cancellare un pezzo di memoria collettiva. Ancora più grave, secondo i cittadini che hanno sollevato il caso, è il silenzio che circonda l’accaduto. «Al momento non risultano interventi di ripristino né prese di posizione ufficiali da parte degli enti preposti alla tutela del territorio – denunciano –. Com’è possibile che in una Zona di Protezione Ambientale vengano realizzate opere di questo tipo senza controlli, autorizzazioni o sanzioni? Chi ha permesso che un bene storico-ambientale venisse interrato e mascherato per favorire attività sportive non regolamentate?». Il bosco di località Sbroccati non è un semplice spazio da adattare a usi ricreativi improvvisati, ma un ecosistema fragile e un archivio naturale di storia e tradizioni. Ogni intervento non autorizzato produce ferite difficili da rimarginare, sia sul piano ambientale sia su quello culturale. Da più parti si chiede ora un intervento immediato delle autorità competenti affinché venga fatta piena luce sulla vicenda, siano individuate eventuali responsabilità e si proceda al ripristino dell’ingresso della cava e dei tratti di bosco danneggiati. «Non siamo contrari allo sport o alla fruizione del territorio – concludono i residenti – ma pretendiamo che ogni attività sia svolta nel rispetto delle regole, della tutela ambientale e del patrimonio storico che appartiene a tutti».Un appello che attende risposte rapide e concrete, prima che un altro pezzo di storia locale finisca definitivamente sepolto sotto  silenzio e terra.

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