Basta percorrere il tratto di via Aurelia che collega Ladispoli a Cerveteri per accorgersi di come i nuovi insediamenti commerciali avanzino a passo ridotto. Strutture annunciate da tempo, cartelli di lavori in corso, progetti rimasti sulla carta: tutto procede con una lentezza che contrasta con le esigenze di un territorio in continua espansione. Secondo molti osservatori, l’attesa vera è rivolta al 2027, anno in cui si terranno le elezioni amministrative nei due comuni. Un appuntamento che, come spesso accade, potrebbe trasformarsi nel momento ideale per dare un’improvvisa accelerata ai cantieri e presentare nuove aperture come occasioni occupazionali da spendere in campagna elettorale. Ma mentre l’attenzione resta puntata su progetti commerciali e prospettive future, a pagare il prezzo più alto di questa situazione sarebbero soprattutto i cittadini più fragili. Da mesi, infatti, è fermo il riconoscimento del Consorzio sociale, organismo fondamentale per la gestione coordinata dei servizi alla persona tra i due comuni. Una scelta definita da molti “la peggiore possibile”, perché incide direttamente sull’assistenza alle famiglie in difficoltà, agli anziani, ai disabili e alle fasce più deboli della popolazione. Non si tratta, peraltro, di un problema nuovo. Già in passato Ladispoli e Cerveteri hanno visto sfumare circa 1,2 milioni di euro di fondi destinati al sociale, persi – secondo le critiche – per ritardi burocratici e per decisioni politiche poco chiare. Un’occasione mancata che pesa ancora oggi e che alimenta il sospetto che, dietro certe lentezze amministrative, possano nascondersi interessi particolari più che reali difficoltà organizzative. Il risultato, in ogni caso, è sotto gli occhi di tutti: servizi che arrancano, progetti bloccati e una comunità che si sente sempre meno tutelata. In un contesto già complicato dal caro vita e dall’aumento delle fragilità sociali, il mancato sblocco del Consorzio rappresenta un segnale preoccupante. Mentre i cantieri commerciali attendono tempi migliori, i bisogni concreti dei cittadini non possono permettersi ulteriori rinvii. Da più parti si chiede quindi un cambio di passo: meno annunci e più risposte immediate, perché sviluppo e politiche sociali dovrebbero viaggiare di pari passo. E non restare, come accade oggi, su binari completamente diversi.
Aurelia, cantieri al rallentatore e fondi sociali fermi: cresce il malcontento tra Ladispoli e Cerveteri






