giovedì, Febbraio 12, 2026

Crans-Montana, la Procura di Roma sequestra i cellulari delle vittime italiane

Proseguono senza sosta le indagini sull’incendio di Capodanno al locale Constellation di Crans Montana, tragedia che ha scosso l’opinione pubblica italiana e svizzera e che ha provocato vittime e numerosi feriti tra i giovani presenti quella sera. Al centro dell’inchiesta c’è ancora una volta la testimonianza di Jacques Moretti, proprietario del locale insieme alla moglie, ascoltato per la terza volta dagli investigatori. Nel lungo interrogatorio, Moretti avrebbe fornito nuovi elementi sulle condizioni di sicurezza della struttura. In particolare, l’imprenditore avrebbe dichiarato che l’impianto di ventilazione del locale non sarebbe mai stato sottoposto a controlli da parte delle autorità municipali e federali svizzere, sollevando dubbi sulla regolarità delle verifiche periodiche previste per questo tipo di esercizi pubblici. Un aspetto che potrebbe rivelarsi decisivo per chiarire l’origine e la rapidità con cui si sono propagate le fiamme. Secondo quanto riferito, la sera della tragedia non sarebbero stati utilizzati nemmeno gli estintori presenti nel locale. “Tutti pensavano solo a scappare”, avrebbe spiegato Moretti agli inquirenti, ricostruendo il clima di panico generale che si è creato in pochi minuti. Lo stesso proprietario ha precisato di non trovarsi all’interno del Constellation al momento dell’incendio, circostanza che lo esclude da un coinvolgimento diretto nella gestione dell’emergenza. Nel frattempo si muove anche la giustizia italiana. La Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo per disastro colposo, omicidio plurimo e lesioni aggravate, ipotizzando eventuali responsabilità anche oltre confine. Nei prossimi giorni potrebbe tenersi un incontro tra i magistrati italiani e quelli svizzeri per coordinare le indagini e condividere gli elementi raccolti finora. Come primo atto investigativo concreto, i pm capitolini hanno disposto il sequestro probatorio dei telefoni cellulari dei tredici ragazzi italiani presenti nel locale la notte di Capodanno. L’obiettivo è acquisire foto, video, messaggi e ogni altro contenuto utile a ricostruire con precisione la dinamica dei fatti, dall’innesco del rogo fino alle fasi concitate dell’evacuazione. Gli inquirenti puntano a fare piena luce sulle cause dell’incendio e sulle eventuali falle nei sistemi di sicurezza del locale. Sotto la lente ci sono le procedure antincendio, la manutenzione degli impianti e il rispetto delle normative vigenti. Una tragedia che ha lasciato ferite profonde e che ora attende risposte chiare e definitive, sia per le famiglie coinvolte sia per l’intera comunità internazionale che guarda con attenzione all’evolversi delle indagini.

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