giovedì, Febbraio 12, 2026

Sbranato da tre rottweiler, un anno di carcere e pena sospesa per i proprietari

“Per un avvocato non è facile spiegare che la legge non consideri che chi ha provocato la morte non è un assassino”. Esprime così la propria amarezza il legale della madre e della sorella di Paolo Pasquini, per una sentenza che non soddisfa la famiglia dell’uomo al termine di un rito abbreviato conclusosi in due udienze.
Un anno di carcere e pena sospesa con pagamento di una provvisionale di 50mila euro per i proprietari dei tre rottweiler che l’11 febbraio 2024 attaccarono e uccisero Paolo Pasquini mentre faceva jogging nel Bosco Macchia Grande a Manziana. L’autopsia indentificò la causa della morte nella forte emorragia provocata dai morsi dei tre cani.
Il giudice del tribunale di Civitavecchia ha riconosciuto la coppia colpevole di omicidio colposo per omessa sorveglianza ma ha respinto la richiesta di un supplemento di accertamenti avanzata dalla famiglia. Informazioni già presenti nel fascicolo, spiega il difensore di Patrizio Pintus e Giovanna Minelli, dalla cui villetta scapparono i tre molossi.
Il legale della difesa smentisce l’esistenza di un allevamento. Quei tre esemplari di 5 anni erano stati scelti in una cucciolata di 9, tutti regolarmente registrati.
A influire sul riconoscimento delle attenuanti anche la natura isolata dell’episodio. Nessun precedente comportamento aggressivo risulta sui cani ora dati in adozione a un’associazione. Una circostanza dunque imprevedibile, per quanto drammatica. Come il buco di circa 30 centimetri da cui i cani sono scappati, appena formatosi secondo l’ipotesi accolta. Tra 90 giorni verranno depositate le motivazioni le motivazioni.

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