venerdì, Febbraio 13, 2026

Iran, Trump invia anche la portaerei nucleare USS Ford in Medio Oriente

a USS Gerald R. Ford, la portaerei più grande e avanzata in servizio nella U.S. Navy, è al centro di un nuovo significativo spostamento strategico deciso dall’amministrazione americana nelle ultime ore. Secondo quanto riportato dal New York Times, il gruppo d’attacco della Ford, attualmente impegnato nei Caraibi, è stato ordinato a dirigersi verso il Medio Oriente in vista di un possibile inasprimento delle tensioni con l’Iran, pur nel quadro dell’intenzione del presidente Donald Trump di proseguire i negoziati con Teheran. La Gerald R. Ford appartiene alla classe CVN-78, una generazione completamente nuova di portaerei a propulsione nucleare concepite per sostituire gradualmente le navi più datate della classe Nimitz. Costruita presso i cantieri della Newport News Shipbuilding, questa unità è dotata di una serie di tecnologie all’avanguardia che la rendono un asset fondamentale della potenza aeronavale statunitense. Con una stazza superiore alle 100.000 tonnellate a pieno carico, la Ford è spinta da due reattori nucleari A1B, che forniscono energia quasi illimitata per propulsione e sistemi di bordo, consentendo una velocità operativa superiore ai 30 nodi senza necessità di rifornimento convenzionale. La nave ospita tipicamente un gruppo aereo di circa 75 velivoli, che combina caccia multiruolo come F/A-18E/F Super Hornet e F-35C Lightning II, aeromobili da guerra elettronica EA-18G Growler, aerei di sorveglianza E-2D Advanced Hawkeye e elicotteri MH-60R/S Seahawk per compiti antisommergibile, logistici e di ricerca e soccorso. Questa combinazione permette alla portaerei non solo di condurre operazioni di superiorità aerea e attacco profondo, ma anche di svolgere missioni di interdizione marittima e supporto alle forze di terra. Dal punto di vista difensivo, la Gerald R. Ford è dotata di sensori e sistemi di controllo del combattimento di ultima generazione, inclusi radar avanzati e sistemi di autodifesa multilivello come il RIM-116 Rolling Airframe Missile per la protezione da missili antinave, il RIM-162 Evolved Sea Sparrow Missile e sistemi CIWS (Close-In Weapon System) per la difesa ravvicinata, oltre a sistemi decoy come Nulka per ingannare minacce in arrivo. L’invio della Ford a rafforzamento della già presente USS Abraham Lincoln nel Golfo Persico, insieme a cacciatorpediniere lanciamissili e unità di scorta, va interpretato come un potenziamento significativo della presenza navale statunitense nella regione. La Lincoln, in mare da settimane, fornisce già capacità di proiezione aerea e deterrenza mentre le tensioni con l’Iran riguardo al programma nucleare restano elevate.Il dispiegamento proseguirà presumibilmente fino ad aprile o maggio, con la Ford che non  farà rientro immediato negli Stati Uniti dopo il trasferimento dal Mar dei Caraibi, dove era impegnata anche nell’ambito della campagna navale legata al Venezuela. Con una dotazione tecnologica e una potenza offensiva e difensiva di prim’ordine, la USS Gerald R. Ford rappresenta uno degli strumenti più avanzati dell’apparato militare statunitense: un gigantesco “porto aereo galleggiante” in grado di influenzare scenari strategici a migliaia di chilometri dalle coste americane, sottolineando l’importanza delle portaerei come simbolo e strumento di proiezione di potenza globale nel contesto delle dinamiche geopolitiche contemporanee.

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