Igiudici del tribunale di Roma non procederanno – per intervenuta prescrizione – nei confronti di Salvatore Buzzi, nell’ambito di uno dei filoni dell’inchiesta “Mondo di Mezzo”. Per Buzzi, l’accusa di corruzione propria era stata modificata in corruzione per la messa a disposizione della funzione, ed era stata esclusa l’aggravante mafiosa. Nel procedimento erano imputate anche una ventina di persone. Tra queste, i giudici hanno assolto questa mattina: Francesco D’Ausilio, ex capogruppo del Partito Democratico in Campidoglio, per non aver commesso il fatto, come richiesto dalla Procura; Giovanni Fiscon, ex direttore generale di Ama. Si era costituito parte civile il Campidoglio. Sulla posizione di Buzzi, ancora detenuto, il suo avvocato Pier Gerardo Santoro ha dichiarato: “Il tribunale ha definitivamente messo una pietra sulla contestazione dell’aggravante mafiosa nei reati del procedimento Mondo di Mezzo. Nonostante la Procura abbia chiesto la condanna per Buzzi, il tribunale ha preso atto della sentenza della Corte di Cassazione nel procedimento principale e ha affermato che non è configurabile né l’associazione mafiosa né le aggravanti mafiose sui singoli reati. Possiamo finalmente affermare che la contestazione della Procura è risultata infondata sotto ogni prospettiva.”






