Il clima alle Salzare di Ardea resta pesante e carico di timori. Chi vive o frequenta la zona chiede anonimato, consapevole che parlare potrebbe avere conseguenze. «Tu discuti con una persona? Devi temere che il giorno dopo avrai la macchina bruciata», racconta un residente, sintetizzando una paura concreta e diffusa. La tensione non è nuova: un anno fa, la troupe televisiva della trasmissione Fuori dal Coro aveva subito minacce dirette, inseguimenti e aggressioni con il lancio di sassi durante un servizio sulle ville abusive. Gli inviati furono avvertiti a gran voce: «Vi stanno aspettando che vi ammazzano». In quei giorni di alta tensione, alcune ville abusive erano state abbattute dopo anni di inerzia, scatenando ulteriori polemiche tra i residenti, alcuni dei quali avevano rivolto minacce dirette anche al conduttore, Mario Giordano. Oggi, la situazione non appare più esplosiva come un anno fa, ma la paura resta, e con essa un silenzio ancora più fitto. Nessuno vuole esporsi davanti alle telecamere o rilasciare dichiarazioni, mentre la zona continua a essere percepita come fragile e poco sicura. Gli esperti e le autorità sottolineano che il problema non riguarda solo il degrado fisico – discariche, auto bruciate, case abusive – ma anche il tessuto sociale: intimidazioni, microcriminalità e omertà rendono difficile qualunque intervento efficace. Le Salzare, settecentosei ettari di terreno comunale, rimangono così un territorio difficile da monitorare e controllare, dove la paura continua a dettare regole e comportamenti, un anno dopo gli eventi che avevano acceso i riflettori nazionali sulla zona.






