Il maltempo continua a colpire diverse zone dell’Italia. Nella serata di ieri le situazioni più a rischio si stanno verificando in Calabria, Puglia e Campania. Per la giornata di oggi invece, la Protezione civile, ha valutato l’allerta arancione sui settori tirrenici centro-settentrionali della Calabria e allerta gialla su alcuni settori di Marche, Campania, Sicilia e sul restante territorio della Calabria. Il sindaco di Cassano allo Ionio, Giampaolo Iacobini, ha lanciato un accorato appello ai residenti di contrada Lattughelle e di contrada Piano Scafo ad allontanarsi dalle loro abitazioni a causa del rischio di nuove esondazioni del fiume Crati. Già nei giorni scorsi molte famiglie sono state fatte evacuare poiché a causa del maltempo il Crati è esondato in almeno cinque punti. Questa sera, sulle pagine Social del Comune di Cassano, il sindaco ha pubblicato un video rivolgendosi ai suoi concittadini che abitano in quelle zone. A tarda sera, il primo cittadino ha firmato un’ordinanza di evacuazione e ha invitato i cittadini che abitano in piani terra o seminterrati a “ripararsi nei piani superiori” o ad andare da amici, familiari o nelle strutture ricettive messe a disposizione, il cui alloggio sarà a carico del Comune. È esondato ieri a tarda sera il fiume Imera, ed è stata chiusa e poi riaperta la statale 113, a causa delle abbondanti piogge a Palermo e in provincia.
“Relativamente alla piena del fiume Imera la portata dell’acqua per fortuna sta diminuendo – dice il sindaco di Campofelice di Roccella Giuseppe Di Maggio – Sono in continuo contatto con la protezione civile, la prefettura e le forze dell’ordine. Se necessario darò ulteriori comunicazioni. Raccomando sempre prudenza”. Si sono svolte due riunioni di monitoraggio da parte del centro coordinamento soccorsi attivato dal Prefetto di Napoli, Michele di Bari, in relazione agli episodi franosi che hanno interessato la decorsa notte alcune zone dell’area metropolitana di Napoli. In mattinata il Ccs si è riunito per gli eventi verificatisi nella zona di Agnano, nel Comune di Napoli, e alcune aree ricomprese nei territori dei Comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida. Nel corso della riunione, cui hanno partecipato il sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni, il sindaco di Bacoli, Josi Gerardo della Ragione, il sindaco di Monte di Procida, Salvatore Scotto di Santolo, l’assessore regionale alla Protezione civile, Fiorella Zabatta, i rappresentanti della protezione civile del Comune di Napoli, della Città metropolitana, dei Vigili del Fuoco, dell’Asl competente e delle Forze dell’ordine, spiega una nota, sono state approfondite le criticità relative alla frana di via Provinciale San Gennaro, dove è stato previsto un coordinamento tra il Comune di Napoli e quello di Pozzuoli sia per fornire adeguata informazione alla popolazione circa la non percorribilità dell’arteria stradale, sia per la vigilanza della viabilità, allo stato parzialmente sospesa; alle via Scalandrone, Arco Felice, Torre di Cappella e Via Petraia, dove i sindaci interessati, assieme a Città metropolitana, hanno provveduto alle verifiche tecniche al fine di ripristinare nel più breve tempo possibile la viabilità, con l’intervento della protezione civile regionale per quanto di competenza. Ulteriori situazioni nel territorio metropolitano sono attentamente monitorate. Il Ccs si è nuovamente riunito nel pomeriggio per esaminare la situazione delle frane verificatesi nei territori di Castellammare di Stabia e di Marano di Napoli. In particolare, nel comune di Castellammare di Stabia, d’intesa con l’assessore regionale alla Protezione civile, è stato disposto un sopralluogo congiunto con il genio civile e con l’amministrazione comunale coinvolgendo l’Anas per verificare le eventuali conseguenze sulla viabilità locale.
Per il territorio di Marano di Napoli, dove si è verificato un evento franoso che ha causato lo sgombero precauzionale di 26 nuclei familiari, il Ccs ha disposto ulteriori accertamenti tecnici, nonché una vigilanza sul territorio da parte delle Forze di Polizia e dell’Amministrazione comunale. Sono in corso le operazioni di assistenza alla popolazione e la situazione è attentamente seguita da tutti gli enti coinvolti e dalle istituzioni. “Il crollo dell’arco di Sant’Andrea a Melendugno solleva preoccupazioni sia per la sicurezza che per la conservazione dell’ambiente”. Lo dichiara in una nota, Giovanni Caputo, presidente dell’ordine dei geologi della Puglia in riferimento al crollo avvenuto in Salento. “Il 53% delle coste pugliesi è a rischio erosione – aggiunge – e sul territorio sono state censite 839 frane con 63mila persone che risiedono in territori colpiti da frane”. Caputo, che domani sarà a Melendugno, elenca anche “le misure che possono essere intraprese per affrontare e comprendere meglio la situazione” tra cui “il monitoraggio, per valutare i rischi di ulteriori crolli, e l’analisi del terreno, delle sue caratteristiche fisiche e dell’erosione costiera”.”È fondamentale non soltanto la stabilizzazione della costa – continua – ma anche promuovere campagne di educazione per sensibilizzare la popolazione e i visitatori sulla fragilità dell’ecosistema costiero e sulla necessità di proteggere aree come quella dell’arco di Sant’Andrea”. Importante è un approccio multidisciplinare capace di coinvolgere “geologi, ingegneri e biologi marini per sviluppare un piano integrato di gestione del rischio e di conservazione”.
Maltempo, piogge e mareggiate sull’Italia, allerta arancione in Calabria, gialla in 4 regioni






