Margaret Spada, 22 anni, decide di sottoporsi a un intervento di chirurgia estetica per un ritocco al naso. Nello studio medico dell’Eur gestito da Marco e Marco Antonio Procopio quel giorno però qualcosa va storto. Eppure la giovane si sarebbe potuta salvare se i due medici, padre e figlio, avessero chiamato i soccorsi in modo tempestivo e se avessero usato il defibrillatore. E’ quanto emerge dalla consulenza disposta nelle indagini sul decesso della ragazza in un ambulatorio privo delle autorizzazioni necessarie all’esercizio dell’attività chirurgica. Da qui la decisione della Procura di chiudere le indagini a carico dei due dottori, già sospesi dalla professione per un anno e accusati di omicidio colposo. Avrebbero aspettato circa 15 minuti prima di chiamare il 118 e proprio questo ritardo – secondo gli inquirenti – sarebbe stato fatale. Nel corso dell’inchiesta, condotta dalla pm Eleonora Fini, sono state ascoltate anche altre pazienti di Marco Procopio, che hanno parlato di complicanze insorte a seguito dei trattamenti. Dopo la chiusura delle indagini, già notificata ai due camici bianchi, entrambi assistiti dall’avvocato Domenico Oropallo, il prossimo passo della Procura dovrebbe essere una richiesta di rinvio a giudizio.






