martedì, Febbraio 17, 2026

Anzio, morto a 70 anni dopo il ricovero: la famiglia porta il Campus Biomedico in tribunale

Aveva settant’anni ed era di Anzio l’uomo deceduto nel 2022 dopo un lungo ricovero ospedaliero. Secondo la cartella clinica, il decesso sarebbe stato causato da uno shock settico conseguente a infezioni ospedaliere. Tuttavia, nel certificato necroscopico viene indicata come causa della morte una recidiva tumorale. Una discrepanza che ha spinto la famiglia a rivolgersi alla magistratura. Attraverso l’avvocato Renato Mattarelli, i familiari hanno citato in giudizio il Policlinico Campus Bio-Medico davanti al Tribunale di Roma. L’udienza è fissata per il 1° luglio 2026. Il legale sottolinea come il paziente fosse stato ricoverato da maggio a dicembre 2021 e come nella documentazione clinica siano annotate diverse infezioni nosocomiali, episodi di sepsi e shock settico. «È vero che il paziente è entrato per una recidiva tumorale – spiega l’avvocato Mattarelli – ma è anche vero che la prima Tac registrava l’assenza di un tumore e che, dopo pochissimi mesi, una seconda Tac evidenziava una neoplasia a uno stadio avanzato. Ciò significa che il referto della prima Tac era evidentemente errato».Secondo la tesi della famiglia, vi sarebbe stato un errore e un ritardo diagnostico che avrebbe  comportato interventi chirurgici particolarmente invasivi. Operazioni che, se effettuate in uno stadio meno avanzato della malattia, non avrebbero richiesto procedure demolitive di tale portata. Dopo il primo intervento sarebbero seguite ulteriori complicazioni, tra cui una perforazione intestinale e la successiva riapertura della ferita chirurgica. La vicenda ripropone il tema delle infezioni correlate all’assistenza sanitaria, le cosiddette infezioni nosocomiali, che ogni anno colpiscono centinaia di migliaia di pazienti in Italia. Un fenomeno spesso silenzioso ma dalle conseguenze potenzialmente gravissime, soprattutto nei casi di pazienti già fragili o sottoposti a interventi complessi. Sarà ora il Tribunale di Roma a fare chiarezza sulle responsabilità mediche e sulla corretta ricostruzione delle cause del decesso. L’uomo di Anzio lascia la moglie e due figli.

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