L’acquisto di case, in particolare di Enasarco e Inps da parte del Comune di Roma da destinare all’edilizia residenziale pubblica per coprire le liste di attesa aveva già suscitato proteste e manifestazioni nei mesi scorsi. Il tema è approdato in Consiglio Regionale del Lazio dove – in sede di Commissione politiche abitative – si è svolta una audizione in cui sono stati ascoltati esponenti di Roma Capitale e rappresentanti di proprietari di casa. La presidente della Commissione Laura Corrotti ha riassunto il tema: “Vogliamo capire quali sono i criteri di assegnazione di questi immobili. Sono inseriti in condomini dove ci sono anche proprietari privati e hanno paura che il loro immobile si svaluti”. L’assessore regionale alla Casa Pasquale Ciacciarelli ha sottolineato che la Regione ha preferito acquistare “interi palazzi” per l’edilizia pubblica perché “bisogna stare attenti a non alterare gli equilibri, il tessuto sociale”. “La nostra linea è quella di dismettere gli alloggi nei condomini non totalmente di proprietà pubblica”. Il Comune – con l’assessore al Patrimonio Tobia Zevi – ha sottolineato le necessità: “a Roma mancano 70mila case nei prossimi 10 anni”. Sulle case Enasarco “ci rendiamo conto del problema che si è creato” e “abbiamo già introdotto dei correttivi per quei palazzi dove la percentuale di appartamenti comprati è superiore al 15 per cento del totale. Saranno destinati alle donne vittima di violenza, alle forze dell’ordine, a padri separati”. In quei palazzi “gli oneri condominiali saranno pagati direttamente dal Comune che poi si rivarrà sugli inquilini. Infine, ci saranno consulenti per fare valutazioni di impatto, scala per scala, pianerottolo per pianerottolo. Su questo tema serve, però un intervento del Governo”. La Commissione regionale ha chiesto al Comune di prevedere una quota reale a edilizia sociale e non Erp, escludere deroghe sulle assegnazioni, introdurre una “valutazione dell’impatto ambientale sul territorio”, mettere a bilancio i soldi per pagare i canoni condominiali, istituire un bando ad hoc per inserire in questi stabili solo persone che non hanno mai occupato, non morosi, non inseriti nei piani di vendita di Roma e prevedere un patto di futura vendita con il Comune di Roma.
Nella seduta ha parlato anche il presidente della Commissione casa di Roma Capitale. “Le preoccupazioni sono legittime, ma abbiamo già introdotto correttivi che rispondono in gran parte alle richieste illustrate” dalla presidente della Commissione. Trombetti ha anche chiesto che Ater ristrutturi “i circa 800 alloggi vuoti che ha. In questa maniera si risolverebbe una parte del problema” Nella audizione hanno parlato diversi rappresentanti dei cittadini dei complessi Enasarco e Inps. Hanno protestato per la mancanza di informazione da parte del Comune di Roma. Il loro timore è di una forte svalutazione dell’appartamento che hanno comprato a prezzi di mercato e sul quale hanno contratto mutui onerosi e di lunga durata. La loro richiesta è la sospensione immediata delle assegnazioni. Chiudendo la seduta, la presidente Corrotti ha spiegato che su questa tema ci sarà una seconda convocazione, a cui sarà invitata anche Enasarco.
Case Enasarco e Inps, in Regione confronto con inquilini e Roma Capitale






