mercoledì, Febbraio 18, 2026

Omicidio a Viterbo, indagato in stato confusionale

È ancora in stato confusionale e avrebbe perso la cognizione del tempo Davide Ernesti, accusato dell’omicidio di Giovanni Bernabucci avvenuto la sera di venerdì 13 febbraio a Viterbo. A descriverne le condizioni sono i difensori, gli avvocati Simona Mancini e Giuseppe Picchiarelli. Secondo quanto riferito, il loro assistito avrebbe rari momenti di lucidità e non sarebbe in grado di distinguere tra fantasia e realtà. Proprio questa situazione rappresenta uno dei principali ostacoli per la difesa: Ernesti non riesce a ricostruire quanto accaduto prima della chiamata al 112, quando ha riferito di aver accoltellato l’amico. Quando la Squadra Mobile è intervenuta nell’appartamento nel complesso di edilizia popolare di via Santa Lucia, nel capoluogo della Tuscia, l’uomo era sotto choc. Bernabucci è stato trovato a terra agonizzante ed è morto poco dopo. L’interrogatorio di garanzia si è svolto nel reparto di medicina protetta dell’ospedale Santa Rosa di Viterbo. Ernesti si è avvalso della facoltà di non rispondere. La gip Daniela Rispoli ha disposto il trasferimento in carcere, ma i difensori hanno prodotto certificazioni del Dipartimento di Salute Mentale presso cui l’indagato è seguito da tempo. La misura, al momento, non è stata eseguita. Procura e giudice attendono ora l’esito dell’estrazione dei messaggi dai cellulari dei due uomini, affidata a un perito, per chiarire i rapporti tra i due amici e vicini di casa, che lavoravano spesso insieme come parquettisti. Secondo quanto riferito da conoscenti, nei giorni precedenti ci sarebbero state minacce, tra cui quella di uccidere il cane di Ernesti. Conferito l’incarico per l’autopsia sul corpo di Bernabucci, che dovrebbe svolgersi entro la settimana.

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