L’esercito americano è pronto a potenziali attacchi contro l’Iran già da sabato, ma è probabile che i tempi per qualsiasi azione si estendano oltre questo fine settimana. Lo hanno detto i massimi funzionari della sicurezza nazionale Usa al presidente americano Donald Trump. Lo riporta la CBS News citando fonti vicine alle discussioni. Trump non ha ancora preso una decisione definitiva sull’opportunità di attaccare l’Iran, hanno affermato i funzionari. Le conversazioni sono state descritte come fluide e in corso, mentre la Casa Bianca valuta i rischi di un’escalation e le conseguenze politiche e militari della eventuale azione. Secondo quanto affermato da diversi funzionari, nei prossimi tre giorni il Pentagono sposterà temporaneamente parte del personale fuori dalla regione del Medio Oriente, principalmente in Europa o di nuovo negli Stati Uniti, in vista di possibili azioni o contrattacchi da parte dell’Iran qualora gli Stati Uniti dovessero procedere con la loro operazione. Secondo una delle fonti, è prassi standard del Pentagono spostare risorse e personale prima di una potenziale attività militare statunitense e ciò non segnala necessariamente che un attacco all’Iran sia imminente. Contattato dalla CBS News un portavoce del Pentagono ha dichiarato di non avere informazioni da fornire. Il capo dell’organismo di controllo nucleare delle Nazioni Unite, Rafael Grossi, ha affermato che c’è stato un “passo avanti” nei colloqui tra Iran e Stati Uniti a Ginevra, ma ha avvertito che “non abbiamo molto tempo”. Le due parti hanno partecipato questa settimana ai colloqui mediati dall’Oman nella citta’ svizzera, con le minacce statunitensi di un’azione militare che incombevano sui negoziati. In un’intervista all’emittente televisiva francese LCI, Grossi, capo dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, ha affermato che “abbiamo fatto progressi, ma c’è ancora del lavoro da fare, e il problema è che non abbiamo molto tempo”. “C’è la possibilità di un dialogo che sta davvero iniziando, per la prima volta, a prendere forma”, ha affermato. “Stiamo iniziando a parlare di cose concrete, di ciò che dobbiamo fare”, ha aggiunto il diplomatico argentino.Ha affermato di aver visto “una volontà da entrambe le parti di raggiungere un accordo, ma ovviamente un accordo del genere è estremamente complesso”. L’Iran ha emesso un avviso ufficiale per la sicurezza aerea (NOTAM), avvertendo del lancio di missili pianificato in vaste aree del sud del Paese per domani. Lo riporta Ynet News. Secondo i dati della Federal Aviation Administration (FAA) statunitense, lo spazio aereo nelle aree di lancio sarà chiuso al traffico tra le 6,30 e le 17,30 (ora italiana). Secondo il notiziario israeliano, l’Occidente e Israele stanno monitorando attentamente le segnalazioni, dopo che l’Iran ha condotto numerose esercitazioni nelle ultime settimane, che ieri hanno portato anche alla chiusura dello Stretto di Hormuz. Israele è in stato di massima allerta per un possibile attacco degli Stati Uniti all’Iran. Lo riferisce l’emittente israeliana Canale 12. Secondo la tv, Israele ritiene che una decisione sia ormai molto vicina, visto che i colloqui di Ginevra non hanno portato a una svolta. Il gabinetto di sicurezza che si sarebbe dovuto riunire domani è stato posticipato a domenica, per depistare Teheran. Ma nella convinzione che l’Iran metterebbe in atto una rappresaglia su Israele in caso di attacco americano, è stato ordinato alle diverse agenzie di soccorso e al Comando del Fronte Interno dell’Idf di prepararsi alla guerra. Diverse agenzie di sicurezza sono ora in massima allerta. Il primo ministro britannico Keir Starmer “sta perdendo il controllo” dell’isola Diego Garcia: “sel’Iran decidesse di non fare un accordo, per gli Stati Uniti sarebbe necessario usare” l’isola “per sradicare un potenziale attacco da un regime pericoloso”. Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth. “Questa terra non dovrebbe essere portata via al Regno Unito. Se avvenisse, sarebbe una piaga per il nostro grande alleato”, ha messo in evidenza Trump. Starmer oltre un anno fa ha raggiunto un accordo di restituzione a Mauritius di un arcipelago che comprende l’isoladi Diego Garcia, su cui si trova una base militare americana che Trump ha definito più volte strategica. Nonostante il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi abbia pubblicamente affermato che i colloqui hanno fatto progressi, Teheran ora teme che il divario tra ciò che è disposta a offrire e ciò che Washington è disposta ad accettare possa essere incolmabile. Lo ha dichiarato un funzionario iraniano, citato dal Wall Street Journal. I funzionari di Teheran hanno presentato alcune concessioni nel tentativo di raggiungere un accordo sul nucleare, ma il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, ha affermato che le proposte non hanno soddisfatto i requisiti imposti da Washington. Gli Stati Uniti vogliono che l’Iran sia privato della capacità di produrre un’arma nucleare
Forze armate Usa in posizione per un eventuale attacco all’Iran






