giovedì, Febbraio 19, 2026

Casa del Jazz, nel video dei vigili del fuoco un tunnel murato

Una possibile svolta negli scavi alla Casa del Jazz. I lavori, ripresi ieri mattina nell’area verde tra via di Porta Ardeatina e via Appia Antica, hanno portato per la prima volta a un’esplorazione diretta dei sotterranei della struttura. I vigili del fuoco, utilizzando un sondino dotato di telecamera, sono riusciti a penetrare all’interno di una galleria rimasta finora inaccessibile. Le immagini riprese mostrerebbero diversi blocchi di cemento all’interno del tunnel. Un elemento che riaccende interrogativi mai sopiti attorno alla villa che oggi ospita uno dei principali poli culturali della Capitale, ma che in passato appartenne a Enrico Nicoletti, considerato il cassiere della Banda della Magliana. Sarebbe stato proprio il vecchio proprietario a far chiudere e rendere inaccessibile quell’area sotterranea, murandola e isolandola dal resto della struttura. La villa, confiscata dallo Stato, è stata successivamente assegnata al Comune di Roma e riaperta nel 2005 come spazio pubblico dedicato alla musica e agli eventi culturali. Ma sotto i giardini curati e le sale da concerto, secondo alcune ipotesi investigative, potrebbero celarsi segreti risalenti agli anni più bui della criminalità romana. Gli scavi sono partiti lo scorso novembre su impulso dell’Osservatorio sulle Politiche per il contrasto alla criminalità economica della Camera di Commercio di Roma. L’obiettivo: verificare la presenza di cavità o ambienti sotterranei che in passato sarebbero stati occultati. Le operazioni, coordinate con le autorità competenti, sono andate avanti tra carotaggi, saggi esplorativi e rilievi tecnici. La novità di ieri è rappresentata proprio dall’introduzione del sondino con microcamera attraverso un varco individuato nel terreno. Le immagini – ora al vaglio degli investigatori – mostrerebbero una galleria con pareti grezze e la presenza di blocchi di cemento disposti in modo non casuale. Non è ancora chiaro se si tratti di semplici riempimenti strutturali o di un tentativo di sigillare qualcosa. L’ipotesi investigativa che da anni aleggia attorno all’area è che nel tunnel possano essere stati nascosti i resti del magistrato Paolo Adinolfi, scomparso nel 1994 in circostanze mai del tutto chiarite. Un mistero che attraversa decenni di storia giudiziaria romana e che non ha mai trovato una verità definitiva. Presente agli scavi anche il figlio del magistrato, Lorenzo, che ha seguito con attenzione le operazioni. Un’attesa carica di speranza e timore, davanti a un luogo che potrebbe restituire risposte dopo oltre trent’anni di silenzi. Nei prossimi giorni si valuterà come procedere: potrebbe essere necessario ampliare l’accesso alla galleria e rimuovere parte dei blocchi di cemento per un’ispezione più approfondita. Solo allora si capirà se dietro quelle pareti si nasconda davvero un frammento di verità o se il tunnel della Casa del Jazz resterà un enigma senza soluzione.

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