sabato, Febbraio 21, 2026

Trump firma dazi globali del 10% per tutti i paesi. L’annuncio dopo che la Corte suprema aveva bocciato le tariffe precedenti

“Un grande onore aver appena firmato, nello studio ovale, nuovi dazi globali del 10% su tutti i paesi”. Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth. Entreranno in vigore alla mezzanotte del 24 febbraio e resteranno in vigore per 150 giorni. I dazi non si applicheranno a un’ampia gamma di prodotti, inclusi i minerali essenziali e i beni già soggetti a dazi separati non toccati dalla Corte Suprema. Poche ore prima, nel corso di una infuocata conferenza stampa alla Casa Bianca, il Presidente Usa aveva commentato con estrema durezza la bocciatura dei suoi dazi da parte della Corte suprema. Il presidente non nasconde la frustrazione. E non risparmia critiche personali ai membri del massimo organo giudiziario americano, definiti “folli” e “ridicoli”. Di più: accusati di avere ceduto a pressioni esterne e di mancare di patriottismo. “Mi vergogno per i giudici”, accusa Trump, parlando di “interessi stranieri” che avrebbero influenzato la decisione – in un altro passaggio il presidente cita esplicitamente la Cina. Poi rivendica i suoi poteri. Delle conseguenze della sentenza “si discuterà in tribunale per i prossimi 5 anni”, dice. E attacca: “Quei membri della Corte Suprema che hanno votato contro il nostro metodo dei dazi, del tutto accettabile e corretto, dovrebbero vergognarsi. La loro decisione è stata ridicola, ma ora inizia il processo di adeguamento e faremo tutto il possibile per incassare ancora più soldi di prima”. Per giustificare la linea protezionista, Trump ha elencato i risultati ottenuti in politica estera e nella sicurezza interna attraverso la leva commerciale. Sono stati utili, secondo Trump, per la risoluzione dei conflitti: cinque delle otto guerre da lui gestite, incluse le tensioni tra potenze nucleari come India e Pakistan. I dazi, dice Trump, sono stati utilizzati anche contro i Paesi esportatori di Fentanyl: “Grazie a questi dazi abbiamo meno veleno che entra nel Paese”. “Ci hanno messo mesi per scrivere questa sentenza e non hanno nemmeno affrontato il tema dei rimborsi”, ha denunciato il Presidente. Un nodo centrale della polemica riguarda le ingenti somme già riscosse dall’amministrazione grazie alle tariffe. “Abbiamo avuto entrate per centinaia di milioni di dollari. Ora cosa succede a questi soldi? Il tema non è stato discusso”, ha incalzato Trump, sottolineando come l’omissione creerà anni di ulteriori contenziosi legali. “Bastava aggiungere una frase: ‘tenete i soldi o rimborsateli’. È una sentenza che omette particolari fondamentali, quasi non fosse stata scritta da persone intelligenti”. Secondo Trump, la sentenza avrebbe scatenato l’euforia tra i rivali commerciali degli Stati Uniti: “I Paesi che ci truffano sono in estasi, ballano per strada”. Tuttavia, a parere del presidente la celebrazione sarà di breve durata: Trump promette un rapido ricorso a “metodi più forti” per ristabilire la propria agenda economica.

 

Articoli correlati

Ultimi articoli