Il Ministero dell’Interno è stato condannato dal tribunale civile di Roma a pagare un risarcimento di oltre 21 milioni di euro per non avere sgomberato l’immobile Spin Time Labs in via Santa Croce in Gerusalemme nella Capitale, occupato nel 2013 dai movimenti per la casa. La decisione è stata assunta nel quadro della causa civile intentata dal proprietario dello stabile, la società InvestiRE Sgr, nella sua qualità di gestore del Fondo Immobili Pubblici. La società lamentava “di avere subito danni in conseguenza di condotte omissive delle amministrazioni – si legge nella sentenza – che, in violazione di asseriti obblighi legali, in presenza di un reato commesso da soggetti terzi occupanti l’immobile, non avrebbe provveduto allo sgombero forzoso, ledendo anche il legittimo affidamento riposto dal privato nella correttezza dell’attività della pubblica amministrazione”. Per il tribunale capitolino, anche se il reato è stato posto in essere da soggetti terzi, il danno conseguente a tale occupazione “può e deve essere imputato al Ministero dell’Interno che, a fronte della emissione da parte dell’Autorità giudiziaria di un provvedimento di sequestro preventivo aveva uno specifico obbligo di impedire la prosecuzione dell’illecito, essendo obbligato a dare esecuzione al decreto di sequestro”. A fronte dell’occupazione avvenuta nell’ottobre 2013, su richiesta del pm del 27 febbraio 2020, il gip di Roma ha ordinato il sequestro preventivo dell’immobile il 31 marzo 2020. “Tuttavia, non risulta mai eseguito l’ordine del giudice”, si legge nella sentenza. Spin Time, come altre decine di edifici occupati a Roma, compreso quello dove si trova Casapound, è nell’elenco degli immobili da sgomberare predisposto dalla prefettura di Roma.






