domenica, Febbraio 22, 2026

L’Iran dichiara le forze aeree e marine dell’Unione Europea come organizzazioni terroristiche

L’Iran designa le “forze navali e aeree” degli Stati membri dell’Unione Europea come organizzazioni terroristiche. È la risposta di Teheran alla “decisione illegale e ingiustificata” presa lo scorso giovedì dal Consiglio europeo, che ha inserito le Guardie Rivoluzionarie nella lista delle organizzazioni terroristiche, a seguito dell’accordo del Consiglio Affari Esteri del 29 gennaio. Lo ha affermato una dichiarazione del Ministero degli Esteri iraniano.Un blitz chirurgico con l’uccisione della guida suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, e di suo figlio  Mojtaba. È una delle opzioni sul tavolo di Donald Trump che, secondo Axios, ‘potrebbe decidere di attaccare l’Iran da un momento all’altro’. Questo nonostante la piccola apertura mostrata riguardo l’arricchimento di uranio: gli Usa potrebbero concedere a Teheran un arricchimento ‘simbolico’ fornendo in cambio prove che l’attività non sia preliminare alla costruzione di una bomba. Riprendono le proteste degli studenti. Nelle università cortei e scontri alla ripresa delle lezioni con slogan pro re. L’inviato speciale degli Usa per il Medio Oriente, Steve Witkoff, ha dichiarato a Fox News di aver incontrato il principe Reza Pahlavi e lo ha elogiato. “L’ho incontrato su richiesta del presidente Trump. E’ una persona potente per il suo Paese e ha a cuore il suo Paese”, ha riferito Witkoff. “Ma questa questione è  in ultima analisi legata alle politiche del presidente Trump”, ha sottolineato l’inviato degli Stati Uniti. Il senatore repubblicano Lindsey Graham ha dichiarato ad Axios che alcuni dei più stretti consiglieri di Trump gli hanno suggerito di astenersi dall’attaccare militarmente il governo iraniano. Secondo la stessa fonte, lo stanno incoraggiando a respingere l’azione militare e a usare la pressione militare per ottenere concessioni dal regime iraniano. Nel frattempo, ci sarebbero dubbi nell’entourage di Trump sull’efficienza e la saggezza di dare il via a operazioni militari per spingere a un cambio di regime in Iran. “Capisco le preoccupazioni relative alle operazioni militari su larga scala in Medio Oriente e alle difficili situazioni del passato, ma coloro che sconsigliano una simile mossa ignorano le conseguenze dell’abbandono del contenimento del male”, ha affermato Graham. Dopo la sua recente visita nella regione, il senatore repubblicano ha sottolineato di essere giunto alla conclusione che “in Iran si è presentata un’opportunità storica di cambiamento, ma le voci contrarie al conflitto stanno chiaramente crescendo”. Una base militare in Giordania sta ospitando decine di aerei statunitensi in un contesto di forte rafforzamento della presenza militare americana in Medio Oriente nell’ottica di un possibile intervento contro l’Iran. Lo riferisce il New York Times, secondo il quale – sulla base di analisi di immagini satellitari e dati di tracciamento dei voli – oltre 60 aerei da attacco e almeno 68 velivoli da trasporto sarebbero atterrati nell’ultima settimana presso la Muwaffaq Salti Air Base, a est di Amman. Il numero di velivoli presenti rappresenta un forte aumento rispetto alla normale dotazione della base: i caccia sarebbero circa tre volte più numerosi rispetto alla media. Tra i mezzi schierati figurerebbero anche diversi F-35. Il quotidiano saudita Al-Arabiya scrive che gli ufficiali del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell’Iran hanno di fatto preso il comando di Hezbollah in previsione di una guerra con gli Stati Uniti e Israele, mentre i funzionari libanesi avrebbero preso in considerazione la possibilità che il loro Paese venga convolto nel conflitto. Lo riporta The Times of Israel. Gli ufficiali dei Pasdaran, alcuni dei quali sono arrivati di recente in Libano dall’Iran, hanno il compito di ricostruire le capacità militari di Hezbollah, che sono state notevolmente indebolite nei 14 mesi di combattimenti con Israele, conclusisi con una tregua nel novembre 2024, aggiunge Al-Arabiya, citando fonti vicine a Hezbollah.

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