In tempi in cui si parla spesso di liste d’attesa, carenze di personale e presunti casi di malasanità, c’è anche un’altra faccia del sistema sanitario pubblico: quella fatta di professionalità, dedizione e vite salvate ogni giorno lontano dai riflettori. Una storia che arriva dagli Ospedali Riuniti Anzio-Nettuno e che racconta un caso di buona sanità. Protagonista è B.P., 96 anni. Da ragazzo, nel gennaio 1944, assistette alla guerra e allo sbarco alleato sulle spiagge di Anzio. Ottantadue anni dopo, ha affrontato una nuova battaglia, questa volta personale e delicatissima: un tumore al colon diagnosticato in condizioni di urgenza. Tutto è iniziato con un accesso al Pronto soccorso per forti dolori addominali. Il quadro clinico è apparso subito complesso e gli accertamenti hanno evidenziato la presenza di una neoplasia al colon che richiedeva un intervento immediato. Nonostante l’età avanzata, il paziente ha mostrato fin da subito lucidità e determinazione, affidandosi con fiducia ai medici della struttura. Il percorso terapeutico si è articolato in due fasi. La prima è stata un’operazione d’urgenza finalizzata a stabilizzare le condizioni generali, eseguita dall’équipe di Chirurgia Generale diretta dal dottor Massimo Iappelli, con il dottor Saverio Cerasari e la dottoressa Anna Guida. Un intervento delicato, reso ancora più complesso dall’età del paziente e dalle fragilità cliniche connesse. Superata la fase critica, il 96enne ha affrontato il secondo step chirurgico, programmato dopo un’attenta valutazione multidisciplinare. Un percorso costruito su misura, con monitoraggio costante e un’assistenza post-operatoria intensiva, che ha permesso di accompagnarlo verso una ripresa graduale ma significativa. Determinante, oltre alla competenza chirurgica, è stata la sinergia tra medici, anestesisti, infermieri e personale sanitario, in un lavoro di squadra che rappresenta il cuore pulsante della sanità pubblica. La storia di B.P. non è solo il racconto di un intervento riuscito, ma il simbolo di un sistema che, pur tra difficoltà strutturali e carichi di lavoro importanti, continua a garantire cure di alto livello a tutti, indipendentemente dall’età e dalle condizioni economiche. In un momento storico in cui la sanità pubblica è spesso oggetto di critiche, il caso degli Ospedali Riuniti di Anzio e Nettuno restituisce un’immagine diversa: quella di una comunità professionale che ogni giorno lavora per salvare vite, spesso in silenzio. E che, come nel caso di questo 96enne testimone dello sbarco del ’44, dimostra che coraggio e speranza non hanno età.






