domenica, Febbraio 22, 2026

Cerveteri, allarme sulla Palude di Torre Flavia: “A un passo dal punto di non ritorno”

“Le immagini non mentono: il Monumento Naturale della Palude di Torre Flavia è a un passo dal punto di non ritorno”. È un grido d’allarme quello lanciato sui social dalla sindaca di Cerveteri, Elena Gubetti, dopo le violente mareggiate che negli ultimi giorni hanno colpito il litorale. Secondo quanto denunciato dalla prima cittadina, la spiaggia antistante l’oasi sarebbe stata devastata dalla forza del mare, lasciando l’area umida priva della naturale barriera di protezione rappresentata dall’arenile. Un equilibrio fragile, ora messo seriamente a rischio dall’avanzata delle onde verso lo specchio d’acqua dolce. “Il rischio è definitivo – prosegue Gubetti –: se l’acqua di mare invade la palude, l’intero ecosistema sarà perduto per sempre. L’intrusione salina ucciderà la flora rara e spazzerà via l’habitat vitale per gli uccelli migratori. Un patrimonio di biodiversità unico al mondo sta per essere cancellato dalla mappa”. La Palude di Torre Flavia rappresenta uno degli ultimi lembi di zona umida costiera del Lazio, rifugio di specie protette e punto strategico lungo le rotte migratorie. Un ecosistema delicatissimo, dove l’equilibrio tra acqua dolce e ambiente salmastro garantisce la sopravvivenza di habitat rari e di una ricca varietà faunistica e vegetale. Di fronte alla situazione, la sindaca ha rivolto un appello diretto alla Regione Lazio: “Il tempo dei tavoli tecnici e delle promesse è scaduto. Chiediamo un provvedimento d’urgenza immediato”. L’amministrazione comunale chiede l’installazione tempestiva di barriere meccaniche per fermare l’avanzata del mare e interventi strutturali definitivi capaci di mettere in sicurezza l’area nel lungo periodo. L’obiettivo è salvaguardare un patrimonio naturale di valore inestimabile prima che il danno diventi irreversibile. La preoccupazione cresce tra cittadini e associazioni ambientaliste, che temono che le prossime mareggiate possano aggravare ulteriormente la situazione. Senza un intervento rapido e concreto, il rischio è che uno dei simboli ambientali del territorio diventi soltanto un ricordo affidato alle fotografie.

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