Una svolta clamorosa nello scandalo internazionale legato ai cosiddetti “Epstein files”: la Metropolitan Police di Londra ha arrestato oggi Lord Peter Mandelson, 72 anni, ex ambasciatore britannico negli Stati Uniti e figura di spicco del New Labour, nell’ambito di un’indagine penale riguardante la gestione di informazioni governative riservate in relazione al defunto finanziere e condannato pedofilo Jeffrey Epstein. Secondo le fonti ufficiali della polizia britannica, Mandelson è stato arrestato in un’abitazione nel quartiere di Camden con l’accusa di “misconduct in public office” – condotta illecita nell’esercizio di pubbliche funzioni – dopo che documenti recentemente resi disponibili dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti hanno rivelato la natura e l’estensione dei suoi contatti con Epstein durante il suo incarico di ministro nel governo del Labour. Le accuse ruotano attorno all’ipotesi che Mandelson, all’epoca Business Secretary nel 2009, abbia passato informazioni sensibili e dati governativi riservati a Epstein, che non è mai stato coinvolto nel procedimento per questi specifici reati ma che è al centro di un enorme dossier internazionale. Fonti investigative parlano di mail e comunicazioni interne che proverebbero un rapporto più stretto e continuativo di quanto inizialmente ammissimo. L’arresto è avvenuto poco dopo che Scotland Yard aveva eseguito perquisizioni in due delle proprietà dell’ex ambasciatore, tra Londra e il Wiltshire, nell’ambito dello stesso fascicolo investigativo. Dopo essere stato condotto in centrale, Mandelson è stato sottoposto a interrogatorio formale. Nel Regno Unito, per prassi, la polizia non identifica immediatamente per nome gli arrestati, ma l’identità dell’ex diplomatico è stata confermata dai media internazionali. Mandelson, un tempo influente ministro e stratega politico del Partito Laburista sotto Tony Blair e Gordon Brown, aveva già perso il suo incarico diplomatico lo scorso settembre, quando emersero dettagli sui suoi legami con Epstein che destarono critiche intense e preoccupazioni sulla sua condotta. Nei giorni precedenti, Mandelson aveva rassegnato le dimissioni sia dal Labour sia dalla Camera dei Lord, mentre l’inchiesta prendeva forma. L’arresto si inserisce in un contesto investigativo più ampio che ha già toccato altri personaggi di alto profilo, tra cui l’ex principe Andrew Mountbatten-Windsor, arrestato giorni fa con accuse analoghe di trasmissione di documenti governativi riservati a Epstein. Le autorità hanno precisato che l’indagine è complessa e di ampia portata, e che al momento non sono state formulate accuse di reati sessuali nei confronti di Mandelson. L’inchiesta resta in evoluzione, con sviluppi attesi nelle prossime ore e giorni. Resta inoltre fermo il principio della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, mentre la politica britannica si trova a fare i conti con le ripercussioni di uno dei più gravi scandali che abbia coinvolto figure di spicco delle classi dirigenti occidentali.
Caso Epstein, arrestato l’ex ambasciatore Peter Mandelson: condivise documenti riservati con il finanziere pedofilo






