mercoledì, Febbraio 25, 2026

Ladispoli riabbraccia Di Stefano: dall’Olimpiade alla “sua” Debby, ora rotta sui Mondiali in Olanda

È tornato dove tutto è cominciato. Dopo l’avventura alle Olimpiadi di Milano, Daniele Di Stefano ha fatto rientro nella sua prima casa sportiva, la Debby Roller Team, per salutare chi lo ha visto crescere fin dai primi passi sulle rotelle. Un abbraccio carico di emozione al pattinodromo di via Canova, tra sorrisi, ricordi e l’orgoglio di un’intera città. Il 27enne pattinatore, oggi atleta delle Fiamme Oro, ha voluto incontrare il suo primo allenatore, Andrea Farris, e tanti amici di sempre. Un ritorno sentito, quasi necessario, dopo il brillante percorso olimpico culminato con il 5° posto nei 1.500 metri e il 7° nei 1.000 metri. «È venuto a trovarci – scrive Farris – dopo un grandioso 5° posto nei 1.500 e 7° nei 1.000. Una grande soddisfazione: è nato qui, è stato accompagnato nel suo percorso sportivo sulle ruote dai 7 ai 20 anni, vincendo 3 Mondiali Juniores, 4 Europei, 32 titoli italiani di cui uno assoluto e 2 titoli ai Giochi Nazionali. Oggi atleta olimpico, atleta delle Fiamme Oro, ma debbino per sempre». Parole che raccontano un legame indissolubile, costruito giorno dopo giorno tra fatica, talento e passione. La sosta a Ladispoli, però, sarà brevissima. Domenica Di Stefano volerà in Olanda per i Mondiali Allround, dove ritroverà tra gli azzurri anche Francesca Lollobrigida, altra punta di diamante del pattinaggio di velocità su ghiaccio. Un nuovo banco di prova internazionale che arriva a pochi giorni dall’impegno olimpico, a conferma di una stagione intensa e ricca di soddisfazioni. Tra i momenti più significativi del rientro, anche la visita all’amico Fabrizio Ferri, compagno di allenamenti in bicicletta prima di ogni grande competizione. Un rituale che unisce amicizia e preparazione, testa e gambe, prima di ogni sfida importante. Ladispoli intanto si gode il suo campione e si prepara a sostenerlo ancora. Dal pattinodromo di via Canova fino alle piste ghiacciate d’Europa, il tifo sarà lo stesso di sempre: caloroso, orgoglioso e profondamente “debbino”.

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