Ad Ardea la vicenda dell’impianto di recupero rifiuti di via della Congiungente entra in una fase critica. Non si tratta più di un semplice stop temporaneo: la Città Metropolitana di Roma ha avviato il procedimento per la revoca dell’autorizzazione, mettendo di fatto a rischio la possibilità per la società di continuare a operare sul territorio.Il messaggio inviato alle aziende del settore è netto: nel comparto rifiuti, la credibilità si misura attraverso garanzie economiche solide e vincoli rispettati, non tramite promesse o dichiarazioni. Per i residenti, invece, l’atto rappresenta la conferma dell’impegno istituzionale a presidiare un settore delicato che incide direttamente su ambiente, salute e fiducia nelle regole. La preoccupazione non è solo teorica: storicamente, tra Ardea, Albano e Pomezia, i centri di trattamento e stoccaggio rifiuti hanno registrato incendi e danni ambientali significativi, con conseguenze igienico-sanitarie dure da recuperare. La revoca, dunque, appare come una misura volta a prevenire ulteriori rischi e a riaffermare il principio di responsabilità e tutela della collettività. L’iter amministrativo proseguirà nelle prossime settimane e, se le criticità non verranno sanate, l’impianto rischia di chiudere definitivamente, segnando un punto di svolta nella gestione della filiera dei rifiuti nella zona.






