Questa mattina, Israele e Stati Uniti hanno condotto un attacco preventivo contro l’Iran, scatenando una crisi internazionale e il più alto livello di allerta in Israele dall’ultimo conflitto regionale. Colonne di fumo nero sono state avvistate nel cielo di Teheran, mentre sirene antiaeree e notifiche di emergenza sui cellulari hanno avvertito la popolazione israeliana di un possibile lancio di missili dall’Iran. Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha parlato di un rischio concreto di ritorsioni iraniane con missili e droni, spiegando che l’operazione mira a neutralizzare minacce dirette contro lo Stato e i cittadini israeliani. In concomitanza, la ministra dei Trasporti Miri Regev ha disposto la chiusura dello spazio aereo israeliano ai voli civili e le autorità hanno invitato la popolazione a limitare gli spostamenti e rimanere vicino alle aree protette, seppur al momento non sia obbligatorio accedere ai rifugi. Secondo i media israeliani e americani, uno degli obiettivi principali dell’operazione sarebbe una struttura presidenziale iraniana, mentre fonti dell’opposizione iraniana riferiscono che il leader supremo Ali Khamenei è stato trasferito in un luogo sicuro. Le esplosioni e le colonne di fumo sono state segnalate soprattutto nel nord-est e centro-nord di Teheran, in particolare nei pressi del ponte Seyed Khandan, dove si trova il quartier generale congiunto delle forze armate. Tra le strutture colpite ci sono il Ministero dell’Intelligence in via Shahid Araghi, la residenza del leader supremo, il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale e l’ufficio presidenziale. Filmati pubblicati sui social mostrano missili in volo e dense colonne di fumo, confermando l’intensità dell’attacco. L’Home Front Command israeliano ha aggiornato le linee guida civili, limitando le attività ai soli servizi essenziali, con sospensione delle scuole e degli assembramenti, a eccezione dei settori vitali per la popolazione. Il mondo segue con attenzione l’evolversi della situazione, mentre le autorità israeliane e americane monitorano le possibili ritorsioni da parte dell’Iran, in quello che è già considerato uno dei momenti di massima tensione in Medio Oriente degli ultimi anni.






