Sarebbe bastato scrivere sul compito anche una frase senza senso, come “la luna è viola”, per superare comunque l’esame. Di qui, il nome dell’inchiesta della Guardia di Finanza di Cassino su un presunto sistema di corruzione legato alle prove d’esame, degli anni 2022/2023, dei corsi destinati agli aspiranti insegnanti di sostegno.
Soldi in cambio delle domande oggetto dei test. Su questa ipotesi poggia l’inchiesta del sostituto procuratore di Cassino, Andrea Corvino. Le indagini, eseguite dalla Guardia di Finanza, avevano già portato lo scorso anno all’arresto di due docenti e di un dipendente dell’ateneo della città del Frusinate e di un titolare di una scuola privata. Avrebbero favorito l’accesso ai corsi dell’ateneo per l’ammissione alla specializzazione, in cambio di denaro.
Successivamente, erano state revocate le misure cautelari. Ma l’inchiesta si è, intanto, allargata. 30 persone sono state raggiunte da avviso di conclusione delle indagini per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione. Oltre ai primi 4 indagati, sono finiti nell’inchiesta 25 candidati, aspiranti insegnanti di sostegno, che avrebbero pagato per superare le prove. Nell’inchiesta, partita a gennaio dello scorso anno, era emerso che i candidati avessero sborsato fino a 15 mila euro per superare i test.
Al vaglio degli inquirenti ci sarebbero anche intercettazioni e filmati che documenterebbero le dazioni di buste contenenti contante.






