sabato, Marzo 7, 2026

A giugno inizia il processo ai narcotrafficanti romani

Un’unica cabina di regia per gestire le piazze di spaccio della capitale. È questo, secondo l’accusa, il progetto criminale che alcuni esponenti di primo piano della malavita romana avrebbero tentato di costruire negli ultimi anni: una rete coordinata capace di controllare e organizzare il traffico di droga nei quartieri più redditizi di Roma, riducendo conflitti e massimizzando i profitti. Per questa vicenda il Giudice per l’udienza preliminare ha disposto il rinvio a giudizio di quattro imputati ritenuti centrali nell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia: Leandro Bennato, Giuseppe Molisso, Alessandro Capriotti e Raul Esteban Calderon. Tutti e quattro sono già sotto processo in un altro procedimento di grande rilievo giudiziario, quello relativo all’omicidio di Fabrizio Piscitelli, noto come “Diabolik”, storico leader degli ultras laziali ucciso a Roma nell’agosto del 2019. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Dda, i quattro avrebbero fatto parte di un gruppo che puntava a riorganizzare il mercato degli stupefacenti nella capitale attraverso un sistema coordinato tra diverse organizzazioni e gruppi criminali. L’obiettivo, stando alle contestazioni, era quello di creare una sorta di “federazione” delle piazze di spaccio, capace di superare le rivalità territoriali e garantire una gestione condivisa delle rotte della droga, degli approvvigionamenti e della distribuzione nelle zone strategiche della città. L’indagine, condotta attraverso intercettazioni, pedinamenti e attività tecniche, avrebbe documentato contatti e incontri tra esponenti della criminalità romana e soggetti ritenuti legati ad ambienti del narcotraffico. Gli inquirenti sostengono che dietro a questi rapporti ci fosse il tentativo di costruire un sistema stabile di controllo delle piazze di spaccio, con ruoli e gerarchie definiti. Il procedimento approderà ora in aula: la prima udienza del processo è stata fissata per il 24 giugno, davanti all’ottava sezione del Tribunale di Roma. In quella sede prenderà il via il dibattimento che dovrà chiarire se il progetto delineato dagli investigatori rappresentasse davvero un piano concreto per la gestione unitaria dello spaccio nella capitale oppure soltanto una rete di rapporti criminali ancora in fase embrionale. Il processo si annuncia complesso e destinato ad attirare grande attenzione, anche per i collegamenti con il procedimento parallelo sull’omicidio Piscitelli, uno dei delitti più discussi della recente storia criminale romana. Gli sviluppi giudiziari delle prossime settimane potrebbero contribuire a far luce sui nuovi equilibri della criminalità organizzata nella capitale dopo la morte di “Diabolik”.

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