Ardea custodisce una pagina straordinaria della storia dell’arte italiana grazie alla raccolta dedicata a Giacomo Manzù, ideata nel 1965 dalla moglie Inge Schabel e sostenuta dal Comitato Amici di Manzù, formato da Cesare Brandi, Ennio Parrelli, Franca Feroli e Alexandre Rosenberg. Manzù scelse Ardea come sua casa artistica e spirituale. «Come scultore ho scelto il posto giusto», amava ripetere, e fu proprio qui che decise di essere sepolto, nel giardino del museo a lui dedicato, vicino a quella gente semplice e autentica che lo accolse con discrezione e affetto. Un legame profondo che Inge Manzù descrive come un privilegio per la comunità di custodire le spoglie dell’artista insieme alla sua Arte, ammirata in tutto il mondo. Il cantiere architettonico del museo prese avvio nel marzo 1967, e la raccolta fu inaugurata ufficialmente il 22 maggio 1969. L’istituzione ospita opere donate dallo stesso Manzù allo Stato italiano nel 1979, con destinazione alla Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma. La Galleria aprì ufficialmente al pubblico l’11 aprile 1981, con la partecipazione del Presidente della Repubblica Sandro Pertini.Oggi il museo di Ardea rappresenta non solo un punto di riferimento per gli appassionati d’arte, ma anche un legame vivo con la memoria e la personalità di Manzù, che visse e respirò questo territorio come luogo di ispirazione e appartenenza.






