sabato, Marzo 7, 2026

Ardea, polemica sui social del Comune: post sul referendum rimosso dopo le critiche

Scoppia la polemica ad Ardea sull’utilizzo dei canali social istituzionali del Comune. Nella giornata di ieri, infatti, sulle pagine ufficiali dell’ente era stato pubblicato un post che riportava l’intervento del sindaco durante un convegno politico di partito e che, di fatto, invitava i cittadini a votare “Sì” al referendum in programma il 22 e 23 marzo. Il contenuto è stato successivamente rimosso. Una decisione che, secondo i critici, era inevitabile ma che non cancella le perplessità sull’accaduto. I canali di comunicazione istituzionale di un Comune, infatti, dovrebbero essere utilizzati per informare i cittadini in modo neutrale e imparziale, senza sostenere posizioni politiche in occasione di consultazioni referendarie. Secondo le osservazioni sollevate, l’utilizzo di questi strumenti per promuovere una posizione politica rischierebbe di confondere il ruolo delle istituzioni con quello delle forze di partito. La rimozione del post, avvenuta poche ore dopo la pubblicazione, dimostrerebbe la consapevolezza dell’inopportunità della scelta. Nel mirino anche la gestione complessiva della comunicazione istituzionale del Comune. I canali social dell’ente comportano una spesa di circa 16 mila euro all’anno di risorse pubbliche, finanziate da tutti i cittadini di Ardea indipendentemente dalle loro opinioni politiche. Per questo, secondo i critici, dovrebbero essere utilizzati soprattutto per fornire informazioni utili alla comunità, relative ai servizi, alle attività amministrative e alle decisioni dell’ente. Non sono mancate inoltre osservazioni sull’impostazione generale dei contenuti pubblicati negli ultimi mesi, spesso ritenuti più vicini a una vetrina celebrativa dell’attività della maggioranza che a un vero strumento di informazione istituzionale. A rendere ancora più controversa la vicenda, viene sottolineato, sarebbe il fatto che l’iniziativa pubblica sul “Sì”, rilanciata attraverso i canali comunali, avrebbe visto tra i protagonisti anche un ex magistrato radiato dalla magistratura, elemento che, secondo i critici, contribuirebbe a delineare il carattere politico dell’evento. Per queste ragioni viene chiesto al sindaco e all’amministrazione comunale di garantire in futuro un utilizzo più corretto, imparziale e pienamente istituzionale degli strumenti di comunicazione del Comune.

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