Entra nel vivo la battaglia legale per i ‘bimbi del bosco’. Gli avvocati dei genitori, Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, stanno per depositare, presso la Corte d’Appello, l’istanza per ottenere la sospensiva dell’ordinanza del Tribunale per i minorenni dell’Aquila che, venerdì scorso, ha disposto l’allontanamento della madre dai figli e il loro trasferimento in un’altra struttura. Per evitare ‘ulteriori traumi’, i legali provano a impedire il trasferimento dei minori. La Garante regionale dell’infanzia, Alessandra De Febis, dopo aver visitato la casa-famiglia di Vasto (Chieti), dove i bambini sono ospitati, ha ribadito oggi che la priorità è sempre quella della loro serenità. Intanto, Nathan Trevallion, il padre dei piccoli, stamane si è recato nella struttura. Ad accompagnarlo, la sorella e la madre di Catherine, arrivate dall’Australia. L’unica assente, ancora una volta, è lei, Catherine: dal giorno in cui è stata separata dai figli si è rifugiata nella sua ‘casa nel bosco’, da dove riesce a salutare i figli solo attraverso un tablet, ovvero quella tecnologia da cui ha sempre tentato di rifuggire. Poco prima dell’ora di pranzo, tutti hanno lasciato la struttura, compresa l’assistente sociale che, da anni, occupa del caso. La professionista, al centro di attacchi e accuse da parte del team legale della famiglia, ha cercato di dribblare i giornalisti, nascondendosi sotto al cappuccio della giacca. Al momento, l’unica certezza è che i tre bimbi resteranno per ora nella stessa casa famiglia, davanti alla quale continuano ad assieparsi giornalisti e curiosi. Sulla strada, di fronte alla struttura, è ancora parcheggiato uno dei camper dei neo-rurali, che sabato hanno organizzato un sit-in di solidarietà ai piccoli e alla loro famiglia. “Giù le mani dai bambini”, recita lo striscione che copre uno degli sportelli del mezzo, tra icone sacre e messaggi di solidarietà. Il ministero della Giustizia ha avviato l’iter per l’invio di ispettori al Tribunale dei minorenni dell’Aquila, al fine di svolgere approfondimenti sull’ordinanza. La decisione assunta dal Guardasigilli, Carlo Nordio, è stata anticipata ieri dalla premier Giorgia Meloni. Al centro dell’iniziativa di verifica, c’è in particolare l’allontanamento della madre dai tre figli. “Una strada sbagliata e pericolosa”, che rischia di portare i bambini all’adozione, ha commentato Tonino Cantelmi, il perito di parte che coordina il team di psicologi della famiglia Birmingham-Trevallion. “Una magistratura che pretenda di sostituirsi” ai genitori “ha dimenticato i suoi limiti”. Lo scrive su Facebook la premier Giorgia Meloni. “Il compito dei Tribunali per i Minorenni – sottolinea – è quello di tutelare i bambini e gli adolescenti di fronte ai casi di maltrattamento, abuso o abbandono, agendo nel superiore interesse del minore. E dove sarebbe il superiore interesse del minore, quando dei bambini vengono allontanati dal padre, poi dalla madre, per stare mesi e mesi in una casa-famiglia, sempre più soli, perché i giudici del Tribunale dei Minorenni non condividono lo stile di vita della famiglia? Non è compito della giustizia, e dello Stato in generale, sostituirsi ai genitori, decidere come vadano educati i figli, imporre uno stile di vita fondato su standard che sono chiaramente ideologici. Perché i figli non sono dello Stato: i figli sono delle mamme e dei papà, e uno Stato che pretenda di sostituirsi a loro ha dimenticato i suoi limiti. Una magistratura che pretenda di sostituirsi a loro ha dimenticato i suoi limiti”. “Secondo quanto riportato dall’Autorità garante dell’infanzia e dell’adolescenza – che ha chiesto la sospensione del provvedimento di trasferimento dei bambini, con conseguente allontanamento dalla madre – le perizie indipendenti sulla salute dei minori hanno già segnalato uno stato di disagio e sofferenza. Queste decisioni del Tribunale stanno migliorando o peggiorando le condizioni di questi bambini? È lecito domandarselo”, incalza la premier. “Il Governo era già intervenuto su questa materia, varando un disegno di legge apposito, che spero il Parlamento possa approvare nel minor tempo possibile, per restringere l’arbitrio e perseguire esclusivamente il superiore interesse dei minori”. “In considerazione del clamore mediatico suscitato da recenti vicende giudiziarie, tuttora in fase istruttoria da più parti commentate anche con toni aggressivi e non continenti, è premura dei magistrati che lavorano presso gli uffici giudiziari minorili ed in particolare, presso il Tribunale per i minorenni dell’Aquila e la Procura minorile dell’Aquila, affermare che ogni iniziativa giudiziaria di loro competenza è ispirata esclusivamente ai principi di tutela dei diritti delle persone di minore età, come sanciti nella Costituzione e nelle fonti di diritto internazionale”. Così, in una nota congiunta, la presidente del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, Cecilia Angrisano, e il procuratore della Repubblica David Mancini, riguardo il clamore suscitato dall’ordinanza, con particolare riferimento all’allontanamento della madre dai bimbi. Commenti ed indignazione nella politica, a cominciare dalla premier Giorgia Meloni che ha parlato della decisione dei giudici come di una scelta “dettata da letture ideologiche”, fino ad arrivare al ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ha annunciato l’invio di ispettori al Tribunale dei minorenni del capoluogo abruzzese. “Ogni procedimento minorile prevede tempi di valutazione e accertamento volti ad individuare e realizzare il superiore interesse dei minori coinvolti, per la cui determinazione ci si avvale anche del contributo delle scienze specialistiche di riferimento e dei servizi pubblici dedicati alla tutela dei minori – continua la nota di Angrisano e Mancini -. Le sofferte e delicate decisioni in materia e particolarmente quelle incidenti sull’allontanamento dei minori dal contesto familiare non originano mai da posizioni ideologiche o pregiudiziali contro i genitori, ma mirano sempre a realizzare il benessere del minore, soggetto di diritti”. Secondo i due magistrati, “l’assicurazione della corretta crescita del minore e della serena evoluzione della sua personalità è il principio guida dell’azione giudiziaria degli uffici minorili che viene condotta con attenzione, sensibile partecipazione e coinvolgimento dei soggetti adulti che si pongano in posizione collaborativa”.“Si auspica, perciò – concludono -, che la collettività comprenda quanto il rispetto delle vite private dei soggetti coinvolti e di tutte le istituzioni chiamate ad operare sia fondamentale per la miglior gestione di queste sofferte vicende umane per le quali è istituzionalmente all’autorità giudiziaria minorile il compito di assumere decisioni, eventualmente sindacabili nei successivi gradi di giudizio”.






