sabato, Marzo 14, 2026

Gasiera russa al largo di Linosa, rischio disastro ecologico. Palazzo Chigi: “Monitoriamo con Malta

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha presieduto a Palazzo Chigi un vertice sul caso della metaniera russa “Arctic Metagaz” alla deriva e carica di 900 tonnellate di gasolio e due serbatoi di gas liquefatto. Recita una nota pubblicata al termine sul sito del governo: “Premesso che l’imbarcazione si trova attualmente all’interno della zona SAR (search and rescue, ndr) maltese, e che le autorità di Malta hanno stabilito una distanza di sicurezza minima di 5 miglia nautiche, il governo italiano ha assicurato al governo della Valletta la condivisione del monitoraggio avviato fin dal primo momento. L’Italia ha inoltre confermato la propria disponibilità a svolgere attività di supporto, in attesa delle determinazioni delle autorità maltesi, con le quali rimane in costante contatto”. Al vertice hanno partecipato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro della Difesa Guido Crosetto, il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin e il ministro del Mare Nello Musumeci, oltre al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e al capo del dipartimento della Protezione civile Fabio Ciciliano. Il Wwf riferisce di seguire con “massima allerta la situazione”. Una potenziale fuoriuscita del carico, spiega, “potrebbe causare incendi, nubi criogeniche letali per fauna marina, e inquinamento ampio e duraturo delle acque e dell’atmosfera. L’area interessata è di eccezionale valore ecologico, con ecosistemi profondi fragili e una biodiversità tra le più elevate del bacino mediterraneo. È l’ennesima prova della pericolosità del continuare a dipendere energeticamente dalle fonti fossili”. Il Wwf ribadisce la propria disponibilità a “collaborare con le Autorità per fornire supporto tecnico-scientifico e contribuire alla tutela di un’area marina di valore eccezionale, oggi seriamente minacciata”. La nave questa mattina si stava allontanando di qualche miglio dall’isola di Linosa, in direzione est. Marina militare, mezzi antinquinamento del ministero dell’Ambiente e un aereo della Guardia Costiera la monitorano senza sosta. Era rimasta danneggiata da un’esplosione la settimana scorsa, forse da un attacco ucraino che però Kiev non ha rivendicato. L’imbarcazione è ancora a galla, anche se è priva di equipaggio e non risponde ai comandi. A bordo ci sono circa 900 tonnellate di gasolio e soprattutto due serbatoi di gas liquefatto da 60mila tonnellate. Due fonti italiane citate da Reuters hanno affermato che non è chiaro quanto gas e carburante siano rimasti a bordo della nave cisterna. I 30 membri dell’equipaggio sono stati evacuati dopo l’attacco, che secondo le fonti è avvenuto a sud di Malta. Le autorità di Malta hanno ordinato a tutte le navi in transito di restare a una distanza di almeno cinque miglia. I 30 membri del personale che si trovavano a bordo al momento dell’incidente sono stati messi in salvo. La situazione è seguita con attenzione anche per i suoi risvolti politici. La Russia ha accusato l’Ucraina di aver compiuto un “attacco terroristico” contro la nave. La Arctic Metagaz è infatti nella lista delle navi sanzionate da Stati Uniti e UE perché farebbe parte della cosiddetta flotta ombra russa, utilizzata per commerciare prodotti energetici evitando le restrizioni del G7. Le proprietà del mezzo sono opache, le coperture assicurative incerte. La nave si trova in acque internazionali, a 26 miglia ovest di Linosa, con una tendenza a scarrocciare verso nord.“La situazione è governata dalle autorità italiane, in questo momento mi sento rassicurato”,  dice il sindaco delle Pelagie Filippo Mannino. Il colosso d’acciaio lungo 277 metri con il suo carico di 60mila tonnellate di gas naturale liquefatto a bordo è stato danneggiato da esplosioni fra il 3 e il 4 marzo nelle acque tra Libia e Malta: salire a bordo per metterla in sicurezza appare quasi impossibile. Una fuoriuscita del carico potrebbe generare un disastro ambientale di enormi proporzioni: nubi criogeniche capaci di asfissiare la vita marina, incendi difficilmente controllabili, grave inquinamento delle acque e dell’atmosfera. “La situazione è assolutamente sotto controllo, la nave attualmente si trova in acque internazionali a circa 30 miglia ad est da Linosa, e con il vento tende a scarrocciare verso Malta. Sul posto ci sono mezzi della nostra Marina militare, rimorchiatori e mezzi antiquinamento pronti ad intervenire qualora la situazione dovesse degenerare”. Lo ha detto il sindaco di Lampedusa e Linosa Filippo Mannino parlando dell’allarme rischio di disastro ambientale al largo di Lampedusa, dove è stata avvistata una petroliera della flotta fantasma russa alla deriva e senza equipaggio. Secondo il Tg1 “si ritiene che sulla nave ci siano 900 tonnellate di gasolio e due serbatoi di gas liquefatto”.

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