Il Contact Center Gay Help Line 800 713 713 è stato attivato per la prima volta in Italia il 16 marzo 2006, grazie al sostegno del sindaco di Roma Walter Veltroni e dell’assessora Mariella Gramaglia. Il servizio, dedicato alla memoria di Paolo Seganti, brutalmente ucciso nel 2005 perché gay, è stato il primo in Italia rivolto alla comunità LGBTQAI+. In vent’anni, Gay Help Line ha ricevuto quasi 400 mila contatti e formato oltre 3 mila volontari attraverso 38 corsi di formazione e numerosi aggiornamenti, costruendo una squadra di operatori pronta a supportare chiunque chieda aiuto. Dall’analisi dei dati raccolti in 20 anni emerge che le discriminazioni in famiglia, a scuola e nella società, in costante diminuzione fino al 2019, sono tornate ad aumentare dopo la pandemia, raggiungendo livelli simili ai primi anni di attività. Secondo i fondatori Fabrizio Marrazzo e Alessandra Rossi, questo conferma l’importanza di un presidio come Gay Help Line, soprattutto per le nuove generazioni. Nel 2009 Gay Help Line è stato il primo servizio riconosciuto come parte civile in un processo per aggressione a motivazione omofoba, grazie anche all’avvocato Daniele Stoppello, tra i fondatori del servizio. Nel 2011 il servizio è stato inserito nel Libro Bianco del Ministero delle Pari Opportunità e negli anni ha collaborato con il Ministero dell’Istruzione e la Regione Lazio, ricevendo il supporto di istituzioni pubbliche e private, tra cui la Chiesa Valdese e l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai. Tra i casi seguiti, spicca quello di Andrea Spezzacatena nel 2012, noto come “il ragazzo dai pantaloni rosa”. Grazie all’intervento di Gay Help Line, la famiglia e le autorità competenti furono avvertite del bullismo subito dal ragazzo, una storia che è stata recentemente raccontata anche al cinema. Negli anni 2012 e 2013, l’aumento dei casi di bullismo e dei suicidi tra giovani LGBTQAI+ ha portato alla realizzazione dello spot del 2014, interpretato dall’attore Edoardo Valdarnini, per sensibilizzare l’opinione pubblica. Numerosi personaggi pubblici hanno sostenuto Gay Help Line, tra cui Malika Ayane e Mara Maionchi (2011), Maria Grazia Cucinotta (2009), l’ambasciatore David Thorne (2010), Stefano Campagna del TG1 (2008), l’attore Lorenzo Richelmy (2015) e Alessandro Baracchini di Rainews (2019). Ascoltando le esigenze degli utenti, Gay Help Line ha creato Speakly, una chat pensata per consentire ai giovani di denunciare abusi senza rischiare di essere ascoltati in casa. Il progetto è nato nel 2016 con il sostegno della Regione Lazio e del Ministero del Lavoro, ricevendo oggi circa 6 mila contatti l’anno. Nel 2012, grazie alla Provincia di Roma e alla Croce Rossa, è stato avviato il percorso che ha portato, nel 2016, all’apertura di REFUGE LGBT, la prima casa famiglia in Italia per vittime di omotransfobia, pensata per giovani cacciati di casa a causa della loro identità sessuale o di genere.






