Un omaggio alla memoria dell’ultimo Principe di Cerveteri, figura che ha attraversato la storia del Novecento con uno stile personale e spesso controcorrente. Sabato 21 e domenica 22 marzo Cerveteri ricorderà Sforza Ruspoli, scomparso nell’ottobre del 2022, con due serate dedicate alla sua vita e al suo pensiero. L’appuntamento è nella suggestiva Sala Ruspoli, in Piazza Santa Maria, dove alle 18:45 e alle 21:30 sarà proiettato il documentario “La vita vissuta in diretta”, curato dalla giornalista Carla Pilolli. L’ingresso è libero e gratuito. L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Sforza Ruspoli, nata dopo la scomparsa del principe con l’obiettivo di preservarne la memoria e valorizzarne il contributo culturale e storico. Il documentario rappresenta un vero e proprio viaggio nella sua esistenza, raccontata attraverso immagini, testimonianze e riflessioni che intrecciano la sua vicenda personale con quella dell’Italia del XX secolo.«Un omaggio dedicato non soltanto a quello che per noi è stato un marito e un padre esemplare, ma alla figura sociale, politica e umana che ha rappresentato in tutta la sua lunga vita», hanno dichiarato Maria Pia Ruspoli e Giacinta Ruspoli. «Un uomo dalle mille primavere, che ha amato la sua famiglia e Cerveteri sino all’ultimo giorno della sua vita». Il documentario ripercorre momenti cruciali della storia italiana, partendo dalle vicende della storica casata dei Ruspoli e attraversando i grandi eventi del Novecento: i rapporti con la Chiesa, gli anni drammatici della Seconda Guerra Mondiale e la ricostruzione del dopoguerra. Un racconto diretto e anticonformista, come lo definiscono gli organizzatori, che restituisce il ritratto di un uomo determinato, sempre pronto a difendere con forza le proprie idee e profondamente legato al territorio di Cerveteri. Le due serate si concluderanno con il messaggio che lo stesso principe aveva voluto lasciare nel documentario: la visione di un’Europa unita, quella che lui definiva “l’Europa delle Cattedrali”, capace di superare le divisioni e guardare al futuro con spirito comune, «dall’Atlantico agli Urali». Un’occasione per la città di ricordare non solo una figura aristocratica legata alla sua storia, ma anche un protagonista della vita culturale e sociale del Paese.






