Quarant’anni di servizio, ascolto e sostegno alle persone più fragili. La Caritas della Diocesi di Porto-Santa Rufina celebra il suo quarantesimo anniversario con un momento di preghiera e di ringraziamento aperto a tutta la comunità. L’appuntamento è fissato per sabato 21 marzo alle ore 18 nella Parrocchia di Santa Maria del Rosario, dove il vescovo Gianrico Ruzza presiederà una Messa solenne durante la quale conferirà il mandato agli operatori della carità impegnati nelle parrocchie del territorio. Sarà un’occasione per ricordare una storia fatta di impegno quotidiano, volontariato e vicinanza concreta a chi vive situazioni di difficoltà. La celebrazione rappresenta infatti non solo un momento simbolico, ma anche un segno di gratitudine verso le centinaia di volontari che in questi decenni hanno dedicato tempo ed energie al servizio della comunità. La storia della Caritas diocesana affonda le sue radici nei primi anni Ottanta, quando nel territorio di Ladispoli e dei comuni limitrofi arrivarono numerosi profughi provenienti da Paesi segnati da crisi umanitarie e privi di tutele internazionali. Di fronte a quell’emergenza nacque spontaneamente, proprio nella parrocchia di Santa Maria del Rosario, un primo gruppo di volontari deciso a offrire un aiuto concreto. Furono avviate raccolte di generi alimentari e venne istituito il primo Centro di Ascolto della diocesi, un punto di riferimento per famiglie e persone in difficoltà. Da quell’esperienza di solidarietà prese forma un percorso più strutturato. Il 27 marzo 1986 il vescovo Diego Bona istituì ufficialmente la Caritas diocesana, affidando a Don Adriano Furgoni il compito di organizzarne le attività e promuovere la nascita delle Caritas parrocchiali all’interno delle comunità locali. Negli anni successivi la rete solidale si è progressivamente ampliata, coinvolgendo numerose parrocchie del territorio che comprende realtà come Cerveteri e Ladispoli. I centri di ascolto, le distribuzioni alimentari, i servizi di accompagnamento alle famiglie e i progetti di inclusione sociale sono diventati strumenti fondamentali per rispondere ai nuovi bisogni emergenti. Il quarantesimo anniversario rappresenta dunque non solo un momento celebrativo, ma anche l’occasione per rilanciare l’impegno verso le sfide sociali del presente. Una missione che, nel corso di quattro decenni, ha trasformato un gesto spontaneo di solidarietà in una rete stabile di carità e sostegno per migliaia di persone.






