Un caso che riaccende il dibattito sulla carenza di medici di base sul litorale romano e che rischia di trasformarsi in una vera battaglia legale. Ad Ardea una cittadina di 91 anni residente a Tor San Lorenzo si è vista costretta a scegliere un medico di famiglia a oltre 35 chilometri di distanza, tra Rocca di Papa, Frascati o Grottaferrata, perché nel territorio comunale non risultano posti disponibili. A denunciare la situazione è Silvia Matricardi, figlia dell’anziana, che ha inviato una formale diffida alla Asl Roma 6, parlando apertamente di possibile interruzione di pubblico servizio. Il caso nasce dalla scadenza del contratto provvisorio del dottor Cosimo Gabriele Russillo, medico di medicina generale che da circa tre anni opera ad Ardea con un ambulatorio situato a pochi passi dalle abitazioni dei suoi assistiti. Nonostante la presenza di circa mille pazienti e la cronica carenza di medici sul territorio, il rapporto non è stato stabilizzato dalla Asl, lasciando centinaia di cittadini senza riferimento sanitario. Secondo la denuncia, il sistema informatico della Asl avrebbe mostrato come uniche opzioni disponibili ambulatori nei Castelli Romani, a distanze incompatibili con le condizioni di molti pazienti anziani. «Mia madre, classe 1935, assume farmaci salvavita e non può permettersi vuoti nelle prescrizioni», spiega Silvia Matricardi. «Cercando un sostituto sul portale della Asl, rimasto bloccato per ore, ho scoperto che gli unici medici assegnabili si trovano a Rocca di Papa, Frascati o Grottaferrata. Per una persona di 91 anni questo significa perdere ogni autonomia». Il problema non riguarda solo la distanza, ma anche le difficoltà logistiche e le barriere architettoniche che spesso caratterizzano gli spostamenti per gli anziani. «Raggiungere l’ambulatorio richiederebbe ore tra auto e mezzi pubblici – prosegue Matricardi – trasformando un diritto fondamentale come l’assistenza sanitaria in un privilegio per chi può permettersi di accompagnare un familiare prendendo permessi dal lavoro». Il caso rischia ora di diventare un simbolo delle criticità della medicina territoriale ad Ardea, dove da tempo cittadini e associazioni segnalano la carenza di medici di base e la difficoltà nel garantire un servizio sanitario capillare. Con la diffida inviata alla Asl Roma 6, la famiglia chiede una soluzione immediata che consenta agli assistiti di continuare a ricevere cure e prescrizioni senza dover affrontare spostamenti impossibili, soprattutto per le persone più fragili.






