venerdì, Marzo 27, 2026

Cerveteri, Fratelli d’Italia chiede un dibattito pubblico sulla Multiservizi: “Trasparenza e chiarezza sui conti”

Un dibattito pubblico sulla Multiservizi di Cerveteri, alla presenza dei vertici della società, è la richiesta avanzata da Fratelli d’Italia durante l’ultimo consiglio comunale. Secondo il partito, tre punti chiave rendono urgente una discussione aperta con cittadini e amministrazione. Il primo riguarda la governance: per quasi tre anni la Multiservizi sarebbe rimasta senza una vera direzione. Solo recentemente è stato nominato un direttore generale. «Per settimane, forse mesi – ha ammesso in aula lo stesso Gazzella – ho fatto solo l’assessore alla Multiservizi», sottolinea FdI, denunciando una gestione basata su soluzioni tampone e interventi tardivi, con un vertice intermittente o assente. Il secondo punto riguarda il mutuo da 650 mila euro, utilizzato per ristrutturare il debito. «Non si tratta di investimenti straordinari, ma di una manovra necessaria perché l’azienda aveva il fiato corto», spiega FdI, evidenziando come l’operazione abbia sostituito strumenti più costosi e trasformato debiti di breve in debiti di lungo periodo. Infine, c’è il tema del cosiddetto piano industriale. Secondo Fratelli d’Italia, il documento trasmesso al controllo analogo appare ambiguo: Gazzella stesso ha parlato di «una sorta di budget economico-finanziario», e il documento non è mai stato reso accessibile all’opposizione. «Se non esiste, è propaganda. Se esiste ma non è stato mostrato, è opacità. In entrambi i casi, è grave», afferma FdI. Anche i dati economici ufficiali non tranquillizzano: 553 mila euro di disponibilità bancaria, circa 400 mila euro di crediti, 604 mila euro di impegni e oneri.  Numeri che, da soli, non raccontano la complessità della situazione. «Il mutuo acceso, le tensioni finanziarie e l’intervento tardivo del socio pubblico restano fatti concreti», precisano da Fratelli d’Italia. Da qui la richiesta di un incontro pubblico con i soggetti tecnicamente competenti, per discutere numeri e documenti alla mano. «Se la situazione è  davvero quella rassicurante raccontata in consiglio il 16 marzo, non ci dovrebbero essere problemi a discuterne apertamente», concludono i consiglieri FdI. L’invito resta sul tavolo: una risposta positiva segnerebbe un passo avanti verso trasparenza e responsabilità, mentre un eventuale silenzio confermerebbe le preoccupazioni sollevate dall’opposizione.

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