Mancano poche ore per spostare le lancette degli orologi avanti di un’ora. Il cambio di ora, con l’avvento di quella legale è previsto per questa notte. Nel 2026 l’ora legale arriva in anticipo. Il suo avvento è previsto infatti un giorno prima rispetto al 2025, iniziando un trend che continuerà nei prossimi anni. L’ora legale infatti continuerà ad anticiparsi nei prossimi tre anni, fino al 25 marzo del 2029. Tutto, o quasi, cambierà invece dal 2030, dove il ciclo sarà di nuovo “resettato” e si tornerà a spostare gli orologi il 31 marzo. L’arrivo dell’ora legale segna una serie di cambiamenti nella vita quotidiana. Le lancette verranno spostate un’ora avanti: le 2 di notte diventeranno le 3. I dispositivi digitali, dai computer agli smartphone, si aggiorneranno automaticamente, mentre negli orologi analogici e in alcuni elettrodomestici bisognerà intervenire manualmente. Questa notte si dormirà un ora in meno, ma ciò porterà le giornate ad allungarsi. Al via l’iter parlamentare per la possibile introduzione dell’ora legale permanente in Italia. La X Commissione della Camera dei deputati (Attività Produttive, Commercio e Turismo) ha infatti approvato l’avvio dell’indagine conoscitiva “sull’impatto dell’ora legale permanente sul territorio nazionale: effetti e ricadute sui settori”, presentata lo scorso novembre su impulso di Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), Consumerismo No profit e del deputato Andrea Barabotti (Lega). La discussione trae origine dalla consultazione pubblica lanciata dalla Commissione Europea nel 2018, alla quale parteciparono 4,6 milioni di cittadini europei: l’84% si espresse a favore dell’abolizione del cambio d’ora. Nel 2019 il Parlamento Europeo approvò una proposta di direttiva per lasciare ai singoli Stati la libertà di scegliere tra ora legale o solare permanente; tuttavia il processo si è arenato a causa della pandemia e delle divergenze tra i Paesi membri, lasciando il tema sospeso. Nel documento che da il via all’indagine conoscitiva si sottolinea come tre ricerche presentate in sede europea concordino sul fatto che l’abolizione del cambio di orario e l’applicazione di unico sistema per l’intero anno comporterebbe un documentato risparmio energetico e un vantaggio per il mercato interno europeo e il trasporto. Gli ultimi dati ufficiali forniti da Terna e riferiti all’Italia attestano tra il 2004 e il 2025 “un minor consumo di energia elettrica dovuto all’ora legale di oltre 12 miliardi di kWh” che ha comportato, in termini economici, “un risparmio peri cittadini di circa 2,3 miliardi di euro”, mentre la Società Italiana di Medicina Ambientale ha evidenziato come, grazie all’ora legale, le emissioni di CO2 in atmosfera “si riducano tra le 160.000 e le 200.000 tonnellate in meno all’anno”, pari a quella assorbita piantando dai 2 ai 6 milioni di nuovi alberi. L’ora legale sarà in vigore fino all’ultima domenica di ottobre, quando tornerà invece l’ora solare e le lancette degli orologi dovranno essere spostate nuovamente un’ora indietro.






