Scritte a sfondo anarchico e contenuti violenti sono comparse sui muri della stazione Nomentana a Roma, tracciate con vernice nera su superfici chiare. I messaggi riportano riferimenti a due attivisti morti lo scorso 20 marzo in seguito a un’esplosione avvenuta in un casale all’interno del parco degli Acquedotti. Tra le frasi più evidenti compare un messaggio commemorativo che richiama la memoria dei due anarchici, accompagnato da slogan che esprimono posizioni radicali e incitazioni alla violenza. Alcuni contenuti fanno riferimento esplicito a scontri ideologici e includono attacchi contro il fascismo e le forze dell’ordine. Le frasi apparse sui muri includono messaggi di carattere ideologico e politico, con toni accesi e linguaggio aggressivo. Oltre ai riferimenti commemorativi, sono presenti espressioni che incitano alla violenza e che richiamano contesti di conflitto tra gruppi contrapposti. Le scritte risultano realizzate con bombolette spray e distribuite in più punti della struttura, rendendole visibili ai passeggeri e ai frequentatori della stazione. L’episodio è stato segnalato pubblicamente da una consigliera capitolina, che ha diffuso immagini delle scritte attraverso i social network, portando il caso all’attenzione pubblica. La vicenda ha riacceso il dibattito sul tema della sicurezza e del controllo degli spazi pubblici. Roma si conferma un territorio sensibile rispetto a episodi di tensione politica e manifestazioni ideologiche, anche attraverso atti vandalici. La presenza di scritte sui muri di infrastrutture pubbliche rappresenta un fenomeno ricorrente in diverse aree della città. Nel Lazio, e in particolare nella capitale, episodi di questo tipo coinvolgono spesso luoghi ad alta frequentazione, come stazioni ferroviarie e nodi di trasporto, con un impatto diretto sulla percezione di sicurezza urbana. Resta da chiarire quali saranno gli interventi per la rimozione delle scritte e le eventuali azioni di monitoraggio e prevenzione per evitare il ripetersi di episodi simili.






