Evento eccezionale per la stagione: tra Abruzzo e Molise fino a un metro di neve fresca oltre i 1000 metri di quota, ma con fiocchi fino a quote collinari. Questa ondata di maltempo è il risultato dello scontro tra l’aria polare marittima scandinava e le prime correnti temperate in afflusso dal Nord Africa. Forti temporali su buona parte del Centro-Sud, violente mareggiate sulle coste esposte del Medio Adriatico e, localmente, su quelle delle Isole Maggiori. Da sabato, il ribaltone: l’Anticiclone delle Azzorre torna sul Mediterraneo. Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha reso noto che, al termine dell’evento meteorologico in corso, la Regione procederà alla richiesta dello stato di emergenza. La decisione è stata anticipata al ministro per la protezione civile e le politiche del mare dell’Italia, Nello Musumeci, e al Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, e sarà formalizzata una volta completata la ricognizione dei danni. La Procura di Larino ha aperto un fascicolo in merito al crollo del ponte sul Trigno avvenuto questa mattina sulla statale Adriatica 16, tra Molise e Abruzzo. Il reato contestato dai magistrati è quello di crollo colposo anche se al momento non ci sono persone iscritte nel registro degli indagati. Le abbondanti nevicate dei primi due giorni di aprile in Abruzzo hanno isolato la località sciistica di Passolanciano, nel comune di Pretoro, in provincia di Chieti. Gli impianti sono chiusi “dalla neve”, come riferiscono all’ANSA i proprietari delle strutture ricettive. A risultare bloccati sono soprattutto gestori e lavoratori degli alberghi, impossibilitati a spostarsi a causa delle abbondanti nevicate e della caduta di alberi lungo le due principali arterie di collegamento. Le forze dell’ordine sono al lavoro senza sosta per ripristinare la viabilità.
Attualmente risultano isolati quattro hotel, oltre ad appartamenti e case vacanze, con famiglie di proprietari e gestori che, spiegano, erano comunque preparati a eventualità simili, sebbene sia stata “eccezionale per il periodo” la quantità di neve caduta. “Una nevicata così copiosa ad aprile è un evento raro”, sottolineano dagli alberghi. La violenta ondata di maltempo che ha colpito nelle ultime ore il centro-sud Italia non ha risparmiato l’Appennino umbro-marchigiano, interessato da una vera e propria tormenta di neve che si è abbattuta in modo particolare sulla catena dei monti Sibillini e la piana di Castelluccio di Norcia è stata letteralmente sepolta.
Per circa 36-48 ore la neve, accompagnata da forti raffiche di vento, è caduta senza sosta, creando accumuli che in diversi punti superano il metro di altezza, fino a raggiungere anche il metro e mezzo. La strada che collega Norcia a Castelluccio è stata riaperta solo nella mattinata, dopo un intenso lavoro dei mezzi sgombraneve.
Tuttavia, la situazione resta critica: il vento continua a soffiare con forza e potrebbe riportare in tempi rapidi la neve sulla carreggiata, rendendo nuovamente difficoltosa la viabilità. Il paesaggio che si presenta agli occhi è quello di una montagna completamente trasformata: distese bianche, cumuli modellati dal vento e visibilità spesso ridotta. Un’immagine spettacolare e al tempo stesso impegnativa, che coinvolge gran parte del massiccio dei Sibillini. La perturbazione ha dunque riportato condizioni pienamente invernali nel cuore della primavera, con effetti significativi sia sulla viabilità sia sulle attività locali, mentre resta alta l’attenzione per l’evoluzione meteo nelle prossime ore. Le nevicate dovrebbero esaurirsi nella mattinata di domani, per poi lasciare spazio all’alta pressione e una significativa diminuzione delle temperature. “Stiamo tutti bene e abbiamo viveri a volontà. Al momento nella struttura ci sono il personale, tecnici Anas che erano impegnati nella pulizia delle strade e sono rimasti bloccati qui e alcune persone che erano in montagna e che abbiamo accolto, altrimenti avrebbero dovuto passare la notte in macchina”. È quanto fanno sapere dall’hotel di Passolanciano, nel comprensorio sciistico della Maiella, a cavallo tra la provincia di Pescara e quella di Chieti, dove undici persone sono rimaste bloccate. “Ci sono oltre tre metri di neve – spiegano – e le due strade che portano qui sono impraticabili. Sappiamo che si è attivato l’Esercito, ma non sappiamo quanto tempo impiegheranno a raggiungerci”.
Anche altre aree, soprattutto nel Chietino, sono completamente isolate a causa del maltempo che va avanti ormai da tre giorni e degli allagamenti. I paesi di Colledimezzo e Fraine, riferisce la Protezione civile regionale, sono al momento isolati. A Castiglione Messer Marino una struttura alberghiera in località Santa Maria è isolata ed è in corso l’evacuazione con mezzo cingolato; all’interno vi sono sei ospiti. Problemi in altre zone, dove ci sono contrade isolate e non raggiungibili dai mezzi di soccorso. In alcuni casi mancano energia elettrica e gas.
Neve, frane e crolli: l’Italia centrale flagellata dalla tempesta. Cede un ponte sul Trigno. Foggia, automobilisti soccorsi






