domenica, Aprile 5, 2026

La premier Meloni nel Golfo: “Se la crisi peggiora, a rischio l’energia necessaria anche in Italia”

Si è conclusa la missione a sorpresa nel Golfo Persico della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Due giorni di incontri in Arabia Saudita, Qatar e Emirati Arabi Uniti per la premier italiana nell’ambito di una missione tenuta coperta “per motivi di sicurezza” fino all’atterraggio a Gedda della delegazione italiana, avvenuto nella giornata di ieri. Gli obiettivi della premier, è stato confermato, erano esprimere di persona “la vicinanza” a tre grandi attori dell’area coinvolti nella nuova guerra del Golfo, analizzare le potenziali strade per negoziare un cessate il fuoco, allo stesso tempo tenendo aperti i canali anche con l’Iran, ma soprattutto assicurarsi gli approvvigionamenti energetici garantendo che non verranno meno gli investimenti italiani a partire da quelli dell’Eni. “Se la crisi peggiora – dice Meloni – può essere a rischio l’energia necessaria, anche in Italia”. “In Patria come nelle missioni internazionali, il nostro lavoro ha una bussola precisa , difendere l’interesse nazionale. In questi giorni ho voluto essere in Arabia Saudita, in Qatar, negli Emirati Arabi Uniti. Credo che per l’Italia sia importante in una fase così difficile essere presente nei luoghi dove si decide una parte fondamentale della nostra sicurezza e anche del nostro futuro economico. Questa missione è la prima di un leader europeo nel Golfo dall’inizio di questa nuova fase del conflitto, ma chiaramente non è una visita semplicemente simbolica”. Lo ha riferito la premier Giorgia Meloni in un video sui social. Quella nel Golfo “non è una visita semplicemente simbolica”, quello “che noi abbiamo voluto dare è anche un messaggio di solidarietà verso nazioni che sono partner, che sono amiche e che continuano a subire attacchi ingiustificati da parte dell’Iran. Ma il nostro obiettivo non è semplicemente fare testimonianza, era e deve dare una mano ad affrontare i problemi e poter così difendere meglio gli interessi nazionali italiani”. “Quando nel Golfo cresce l’instabilità ne risentono anche i costi dell’energia – ha aggiunto la premier – le imprese, il lavoro e in ultima istanza il potere di acquisto delle famiglie. Il Golfo è attore fondamentale del mercato energetico mondiale e se qui la produzione si contrae o si ferma il prezzo aumenta per tutti. Il solo Qatar copre il 10% del fabbisogno italiano di gas e l’area del golfo garantisce il 15 per cento del petrolio che ci serve. Ed è per questa ragione che sto qui. In un Mondo più instabile, proteggere l’interesse nazionale significa anche e soprattutto costruire relazioni solide con partner affidabili nei luoghi che incidono sulla nostra sicurezza e la nostra economia. È il modo più concreto per difendere l’Italia il lavoro degli italiani e il futuro della nostra Nazione”. Meloni in mattinata è ripartita da Gedda, prima tappa della visita nella regione del Golfo, dove ieri sera è stata ricevuta dal Principe Ereditario e Primo Ministro dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman. Lo ha spiegato un comunicato di Palazzo Chigi. Durante l’incontro – si legge – la presidente Meloni ha tenuto ad esprimere, “la vicinanza dell’Italia all’Arabia Saudita”. Un colloquio che ha anche permesso ai due leader di “discutere dell’assistenza militare difensiva fornita dall’Italia, confrontandosi sulle prospettive del conflitto e sugli sforzi in corso per una soluzione diplomatica”. In modo più ampio – prosegue la nota – i due leader hanno parlato di come “promuovere un quadro regionale che possa uscire dall’attuale ciclo di conflittualità”. Durante il faccia a faccia, Meloni e Bin Salman hanno anche discusso di come “assicurare gli approvvigionamenti energetici e ridurre l’impatto della crisi su imprese e cittadini”. E, in questo contesto, i due leader hanno concordato sull’importanza di assicurare “al più presto la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz”. I due leader hanno infine discusso del partenariato strategico lanciato tra le due Nazioni in occasione della precedente missione del Presidente del Consiglio ad Al-Ula, lo scorso gennaio 2025, convenendo insieme che, “nell’attuale scenario regionale e internazionale, è importante sviluppare una cooperazione ad ampio raggio su economia, investimenti, infrastrutture strategiche, sicurezza e difesa”.

 

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