lunedì, Aprile 6, 2026

Ninfeo degli Annibaldi: un ambiente nascosto a pochi passi dal Colosseo

A pochi passi dal Colosseo, nascosto sotto il livello della strada, il Ninfeo di via degli Annibaldi custodisce un ambiente suggestivo con conchiglie, pregiate tessere blu e frammenti di vetro colorato di oltre duemila anni. È sopravvissuto miracolosamente alle trasformazioni urbanistiche della città, dall’età augustea e quella di Nerone, fino alla costruzione di via degli Annibaldi alla fine dell’Ottocento. Ad indicarne la presenza all’esterno vi è una targa affissa al muro di contenimento della strada, proprio sopra la stretta porticina di ingresso, ad altezza bambino. Entrando, si apre un ambiente sorprendentemente decorato con una fantasia di cozze, ostriche, murici, telline, che si allunga fino a circa sette metri di profondità. Oggi possiamo immaginare solo in parte l’esperienza sensoriale e rilassante che un tempo doveva suggerire questo misterioso ninfeo. Uno spazio dedicato al relax e alla lettura, che faceva parte di una domus patrizia, della quale non rimane nessun’altra traccia. L’ambiente, che oggi si trova a circa sette metri sotto il livello stradale, conserva parte di una parete curva, quattro delle nove nicchie originarie, una porzione della vasca, un tempo piena d’acqua e profonda circa 1,45 metri. All’interno delle nicchie dovevano esserci delle piccole statue, delle quali sono stati rinvenuti pochi frammenti. Sotto l’abitazione, il ninfeo doveva essere un luogo fresco, che richiamava l’ambientazione naturale di una grotta, con penombra, superfici materiche, fruscio dell’acqua su cui si riflettevano i vetri colorati e la madreperla. A circa metà della parete curva, che aveva un diametro di 7 metri, passava un tubo che portava l’acqua al Ninfeo. Da qui, probabilmente partivano tanti zampilli da diversi cannelli di bronzo ritrovati nella terra durante lo scavo. La vasca che un tempo era completamente rivestita di lastre di marmo andate perdute oggi è il piano di calpestio dal quale i visitatori possono ammirare la bellezza dei decori. La decorazione è senza dubbio l’elemento più spettacolare di questo angolo segreto. La parete del Nifeo era rivestita di materiali cangianti e naturali: pietre pomici, conchiglie, tessere del pregiato blu egizio, scaglie di marmo, ciottoli di fiume e vetro. Ogni elemento era fissato sull’intonaco fresco in tre colorazioni, dal giallo al bruno. Le nicchie brillavano grazie alle valve di ostriche, con l’interno madreperlaceo che si rifletteva nell’acqua. A incorniciarle, file di tessere azzurre e murici apprezzati per la loro forma già nell’antichità. Le lesene, delle colonnine decorative rappresentate sulla parete, sono disegnate attraverso le telline, mentre i Cuore di mare, valve di cozza e frammenti di pietra pomice danno forma ai capitelli, che sporgono in rilievo.

 

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