martedì, Aprile 7, 2026

Sequestrati e picchiati per un debito: tre arresti

I carabinieri della compagnia Roma Monte Sacro hanno arrestato tre uomini romani di 34, 30 e 52 anni, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Roma, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma. I tre sono accusati, a vario titolo, dei reati di sequestro di persona a scopo di estorsione, lesioni personali aggravate e detenzione illegale di armi. L’indagine ha preso il via a fine febbraio, quando una chiamata d’emergenza ha segnalato la presenza di due giovani bloccati sul balcone di un palazzo in via Giovanni Palombini. Le indagini hanno consentito di comprendere che la prima delle due vittime, un ragazzo di 19 anni nato a Roma da famiglia straniera, è stata attirata nell’appartamento con un pretesto e, una volta all’interno, è stata immediatamente immobilizzata con del nastro isolante; sotto la minaccia di una pistola e dopo percosse, il giovane sarebbe stato costretto dai suoi aguzzini a telefonare al secondo amico, un 22enne nato a Roma, chiedendogli di raggiungerlo con urgenza nell’abitazione, facendolo cadere nella medesima trappola. Una volta riuniti, entrambi i giovani sarebbero stati brutalmente aggrediti, anche con il calcio di una pistola, nel tentativo di estorcere loro 3.600 euro per un presunto debito legato al danneggiamento di un’auto a noleggio. Il violento pestaggio si è interrotto solo quando i due ragazzi sono riusciti a sfuggire al controllo dei “carcerieri” scavalcando la balaustra del balcone al quinto piano e raggiungendo l’appartamento adiacente, da dove hanno chiesto aiuto. L’intervento dei vigili del fuoco e dei carabinieri ha permesso di trarre in salvo i giovani, successivamente trasportati in ospedale per le gravi ferite riportate. Le perquisizioni nell’abitazione hanno permesso di rinvenire elementi sulla pianificazione dell’agguato, tra cui passamontagna, fascette stringicavo, nastro adesivo e diverse tracce ematiche. Durante le fasi esecutive dell’ordinanza, uno dei destinatari della misura ha opposto attiva resistenza ai militari, procurandosi lievi ferite prima di essere riportato alla calma e bloccato. Dopo le cure mediche presso l’ospedale Pertini, l’uomo è stato portato a Regina Coeli. Gli altri due complici sono stati sottoposti agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico.

 

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