Una crisi produttiva senza precedenti sta colpendo uno dei principali poli industriali del Lazio. I fermi produttivi si susseguono senza sosta e, secondo quanto riferito dai sindacati, nei primi tre mesi dell’anno la fabbrica è rimasta operativa per meno di 20 giorni complessivi, pari a meno di una settimana al mese. Una situazione che rappresenta uno dei momenti più difficili nella storia dello stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano, nel territorio del Cassinate. Anche nei giorni in corso sono previsti ulteriori stop che coinvolgono diversi reparti, mentre il rientro dei lavoratori è atteso solo all’inizio della prossima settimana. Le conseguenze si riflettono direttamente sui livelli produttivi. In tre mesi sono state realizzate appena 2.500 vetture, un dato che segna quasi un record negativo per il sito industriale. Il rallentamento incide pesantemente sull’intero sistema economico locale, di cui lo stabilimento rappresenta un punto di riferimento strategico. Particolarmente delicata è la situazione dell’indotto. Cresce l’incertezza per i lavoratori delle aziende legate alla logistica, come Transnova e Tecnoservice, la cui attività dipende strettamente dai ritmi produttivi della fabbrica principale. Le preoccupazioni riguardano anche il futuro del territorio. I sindacati parlano apertamente del rischio di desertificazione industriale, evidenziando le ripercussioni già visibili sul tessuto socio-economico dell’area. Sul fronte istituzionale, il tema sarà al centro di una serie di incontri. È previsto un tavolo al Ministero a Roma, mentre a livello regionale è in programma un confronto tra sindacati e rappresentanti della giunta. Parteciperanno gli assessori Roberta Angelilli, delegata allo Sviluppo economico, e Alessandro Calvi, responsabile del Lavoro. Nel corso del vertice verranno avanzate richieste per misure urgenti a sostegno dei lavoratori e per il rilancio produttivo, in attesa del piano industriale del gruppo annunciato per la fine di maggio. La Regione ha già attivato alcune iniziative rivolte alle imprese dell’indotto, puntando su formazione, riconversione industriale e supporto economico, con l’obiettivo di contenere gli effetti della crisi e sostenere la continuità occupazionale.






