Continua a crescere il peso dell’imprenditoria femminile nel sistema economico italiano. Secondo l’ultimo report “Imprenditoria al Femminile”, realizzato da Cribis, le imprese guidate da donne hanno superato quota 1 milione, raggiungendo circa 1.068.000 attività, pari al 19,4% del totale nazionale. Un dato in forte espansione: negli ultimi due anni la crescita è stata del 12,4%, con oltre 120.000 nuove imprese femminili nate dal 2024. Un segnale che conferma il dinamismo e la capacità di adattamento delle donne nel tessuto produttivo italiano. Rientrano nella definizione di impresa femminile le società di capitali e di persone in cui le donne rappresentano la maggioranza, sia nella gestione sia nelle quote, oltre alle ditte individuali con titolare donna. Dal punto di vista dimensionale, il settore resta caratterizzato prevalentemente da microimprese, che costituiscono la parte più consistente dell’imprenditoria femminile. Sul piano territoriale emergono dati rilevanti anche per il Lazio. Lombardia e Lazio guidano la classifica per numero assoluto di imprese femminili, rispettivamente con il 14,6% e il 10,9% del totale nazionale. Un risultato che conferma il ruolo centrale della regione nel panorama economico italiano. Se si considera invece l’incidenza sul totale delle imprese presenti nei territori, il Lazio si colloca tra le regioni con la maggiore presenza relativa, insieme a Basilicata e Sicilia, evidenziando una diffusione significativa dell’imprenditoria femminile. A livello provinciale, spicca anche il dato di Frosinone, che si posiziona tra le aree con la più alta incidenza di imprese guidate da donne, seconda solo a Prato e seguita da La Spezia. Un elemento che rafforza il ruolo del territorio laziale anche nelle dinamiche locali. Dal punto di vista dei settori, la presenza femminile è particolarmente forte nei servizi. Le imprese guidate da donne dominano nelle attività legate alla persona e all’assistenza, con quote molto elevate: il 57,3% nell’assistenza sociale non residenziale, il 47,1% nei servizi alla persona e il 43,2% nell’assistenza residenziale. Si tratta di ambiti in cui l’imprenditoria femminile rappresenta il motore principale, con una crescita ulteriore rispetto all’anno precedente. Un trend che evidenzia una specializzazione sempre più marcata nei settori legati alla cura, spesso caratterizzati da una domanda elevata e da una presenza pubblica limitata.






