Per giorni gli agenti della Squadra Volanti hanno tenuto d’occhio la pusher col pollice verde che recuperava la sostanza da smerciare da un’area riservata dei giardini pubblici di Viale Palmiro Togliatti. All’apparenza un piccolo orticello che la donna usava come deposito. La polizia la ha osservata mentre seppelliva le scorte nell’area verde poi è scattato il fermo.
Ora la quarantaquattrenne con precedenti specifici è in stato di arresto con l’accusa di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Un altro stratagemma è quello adottato da un cittadino tunisino sempre il viale Palmiro Togliatti. Anche in questo caso i poliziotti appostati hanno osservato tutti i passaggi: prima lo scambio con un cliente, poi la manomissione di una tubatura inattiva di un palazzo. È in quella condotta idraulica che è stata trovata la riserva del pusher: diverse dosi di cocaina pronte per essere vendute. L’uomo ha cercato di sfuggire all’arresto mescolandosi con altri connazionali che non avevano niente a che fare con i suoi affari. Ma è stato individuato e arrestato. Poi ci sono i traghettatori. Lavoravano in coppia per recuperare crack, cocaina e hashish e portrarli agli acquirenti in strada. In via Ostuni è stato fermato un altro pusher, specializzato in cocaina. L’ultimo è stato fermato a bordo della propria auto. Droga e conanti erano nascosti nell’elastico della tuta. 100 grammi di cocaina e banconote di piccolo taglio. La perquisizione domiciliare ha poi consentito di svelare anche il kit per il confezionamento della sostanza stupefacente. Tutti gli arresti sono stati convalidati dall’Autorità Giudiziaria.
Dall’orto della coca ai tubi di hashish. I mille nascondigli dei pusher della Togliatti






