mercoledì, Aprile 8, 2026

Guerra Iran-Usa, devastante raid aereo israeliano sul Libano: centinaia tra morti e feriti

Sono 100 i morti e 722 i feriti causati dagli attacchi israeliani in Libano. Lo dice il ministro della Salute libanese. Molte persone sono ancora intrappolate sotto le macerie, mentre gli ospedali della zona sono sotto forte pressione. Il ministero libanese parla di decine di morti e centinaia di feriti. In seguito agli attacchi in Libano il transito delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz è stato interrotto nuovamente: lo scrive la agenzia iraniana Fars, legata ai Pasdaran, su X. L’Iran minaccia: “Pochi minuti fa, un drone Hermes 900 è stato intercettato e distrutto dai sistemi di difesa aerospaziale delle Guardie Rivoluzionarie”, si legge nellla dichiarazione riportata dall’emittente Irib. “L’ingresso di qualsiasi velivolo americano o sionista nei cieli del Paese sarà considerato una violazione del cessate il fuoco e verrà data una risposta decisiva”. “Siamo a un punto molto avanzato nella definizione di un accordo definitivo riguardante una pace a lungo termine con l’Iran” ha dichiarato Trump. Gli Stati Uniti hanno ottenuto una “vittoria totale e completa” con l’accordo di cessate il fuoco, ha detto poi Trump, parlando di una “vittoria totale e completa. Al 100%. Non c’è alcun dubbio”. Il vicepresidente Usa J.D. Vance parla però di “tregua fragile”. Nel corso della telefonata avuta ieri sera con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, Donald Trump non ha espresso opposizione alla prosecuzione della lotta contro Hezbollah. Lo riporta Axios citando fonti americane. Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha discusso del cessate il fuoco annunciato in Iran con l’omologo americano Donald Trump e ha affermato che l’opportunità della tregua temporanea “deve essere sfruttata al meglio per raggiungere un accordo di pace permanente”, ribadendo che il processo non dovrebbe essere sabotato. “Il sostegno della Turchia agli sforzi per la soluzione, condotti insieme ai Paesi amici e fratelli, in particolare il Pakistan, continuerà ad aumentare”, ha aggiunto Erdogan, come riferisce la presidenza della Repubblica di Ankara. Alla luce del cessate il fuoco tra Usa e Iran, il Cairo sottolinea che “la situazione in Libano rimane critica” e che l’annuncio di cessazione delle operazioni militari “deve tradursi in un’immediata cessazione dei ripetuti attacchi di Israele contro il Libano, in modo da preservarne la sovranità, l’unità e l’integrità territoriale, e in conformità con la Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, creando così le condizioni necessarie per il ritorno sicuro e dignitoso degli sfollati alle proprie case”. L’Egitto “ribadisce il suo pieno sostegno e la sua solidarietà al fraterno Libano, al suo governo e al suo popolo in questo delicato periodo, che rafforzerà la sua capacità di superare le sfide attuali e consolidare la sicurezza e la stabilità”. Il ministero degli Esteri del Qatar, accogliendo “con favore” l’accordo di cessate il fuoco tra Usa e Iran, afferma la necessità che questo sia “rispettato pienamente” “per garantire il consolidamento della calma e creare condizioni favorevoli al dialogo”. “L’Iran deve arrestare immediatamente ogni atto e pratica ostile che mini la stabilità regionale e rispetti la sovranità degli Stati, al fine di garantire che tali violazioni non si ripetano”. Va inoltre garantita “la sicurezza delle rotte marittime, la libertà di navigazione e il commercio internazionale, in conformità con il diritto internazionale, elementi che contribuiscono al mantenimento della stabilità regionale e delle catene di approvvigionamento globali”. L’intesa, afferma il Qatar, rappresenta “un primo passo verso la de-escalation”. Il ministero degli Esteri esprime “la gratitudine dello Stato del Qatar alla Repubblica Islamica del Pakistan per i suoi sforzi… nonché quelli di tutte le parti coinvolte nella mediazione e nei buoni uffici che hanno portato alla conclusione del cessate il fuoco”.  Ribadisce, infine, il “sostegno incondizionato del Qatar a tutti gli sforzi diplomatici e alle iniziative di pace”, a beneficio “della regione e del mondo”.

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