Non si spegne ad Ardea la polemica sul servizio di mensa scolastica dopo il disservizio segnalato lo scorso 24 marzo. A tornare sulla vicenda sono i consiglieri comunali del Partito Democratico, Niko Martinelli e Luca Vita, che in una nota contestano la ricostruzione fornita dall’assessora Francesca La Pietra. Secondo i due esponenti dell’opposizione, la versione dell’amministrazione non coinciderebbe con quanto comunicato direttamente alle famiglie dalla società che gestisce il servizio, la Serenissima Ristorazione. Proprio il 24 marzo, spiegano i consiglieri, la ditta avrebbe informato i genitori che non sarebbero stati preparati i pasti per gli alunni con posizioni di morosità. Un elemento che, a loro giudizio, entra in contrasto con quanto previsto dal capitolato d’appalto. Dai documenti contrattuali emergerebbe infatti che la mensa scolastica è configurata come un vero e proprio servizio pubblico e, proprio per questo motivo, non potrebbe essere sospesa in presenza di morosità. Il contratto, sottolineano, prevede già strumenti specifici per il recupero dei crediti e sanzioni in caso di mancata erogazione dei pasti.«Gli strumenti per gestire la situazione esistono già e sono scritti – affermano Martinelli e Vita –. Per questo sorprende che, invece di partire da questi elementi, si scelga ancora una volta di inseguire le critiche, come se il problema principale fossero le domande poste dall’opposizione e non il funzionamento del servizio». Secondo i consiglieri del Partito Democratico, la vicenda non nasce da una polemica politica ma dalle segnalazioni arrivate da numerose famiglie del territorio, che avrebbero denunciato per prime il disagio vissuto dagli studenti. «Ridurre tutto a una polemica politica – concludono – rischia di risultare poco credibile e poco utile. La politica, soprattutto quando governa, ha il compito di affrontare i problemi, far rispettare i contratti e garantire i servizi. Il resto viene dopo». La questione della mensa scolastica resta dunque al centro del confronto politico cittadino e potrebbe tornare presto all’attenzione del Consiglio comunale, mentre le famiglie chiedono chiarezza e soluzioni per evitare il ripetersi di situazioni analoghe.






