La VII sezione collegiale del tribunale di Roma ha emesso le condanne nei confronti di cinque militanti di estrema destra coinvolti nell’assalto alla sede della Cgil del 9 ottobre 2021, durante la manifestazione “No Green Pass”. Le pene complessive ammontano a quasi 30 anni di carcere. Oltre alla reclusione, tutti gli imputati sono stati dichiarati interdetti dai pubblici uffici a vita e condannati in solido al risarcimento del danno nei confronti delle parti civili costituite, tra cui la Cgil e l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (Anpi). Il processo rientra in una serie di giudizi legati agli episodi di devastazione della sede sindacale, che avevano già portato a condanne per altri esponenti dell’area di estrema destra, tra cui Luciano Castellino, condannato a 8 anni e 7 mesi, e Fiore e Aronica, ciascuno a 8 anni e mezzo. Le decisioni del tribunale confermano la linea giudiziaria che punta a responsabilizzare i partecipanti agli assalti, riconoscendo al contempo il diritto delle organizzazioni civili e sindacali a ottenere risarcimenti per i danni subiti. Gli imputati dovranno rispondere sia a livello penale sia civile, consolidando la risposta dello Stato agli atti di violenza politica contro sedi istituzionali e associative.






