Dal dolore privato alla ribalta istituzionale, passando per anni di battaglie giudiziarie e civili. Il percorso di Marina e Valerio Vannini, genitori di Marco, il 20enne ucciso nel 2015 nella villetta della famiglia Ciontoli a Ladispoli, continua a segnare nuove tappe nel segno della testimonianza e della ricerca di verità. Nei giorni scorsi i due genitori hanno presentato il loro libro anche alla Camera dei Deputati, a Palazzo Montecitorio, portando ancora una volta all’attenzione delle istituzioni una vicenda che ha profondamente scosso l’opinione pubblica italiana. Un incontro carico di significato, che arriva a poche settimane dal conferimento del riconoscimento come “Ambasciatori di pace”, attribuito proprio a Marina e Valerio Vannini per il loro impegno civile. Un titolo che, nelle intenzioni dei promotori, sintetizza il senso di un percorso lungo e doloroso: trasformare una tragedia personale in una battaglia collettiva per la giustizia, la legalità e la consapevolezza. Protagonista dell’iniziativa è il volume “Mio figlio Marco. La verità sul caso Vannini”, scritto da Marina Conte insieme al giornalista Mauro Valentini. Il libro ripercorre la vicenda giudiziaria legata alla morte del giovane, soffermandosi non solo sui fatti della notte del 2015, ma anche sul complesso iter processuale che ne è seguito, tra sentenze, ribaltamenti e un’attenzione mediatica costante. La presentazione è stata promossa dalla deputata del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari. All’evento, oltre all’autore Mauro Valentini, hanno partecipato anche la giornalista di Fanpage Simona Berterame e l’avvocato Celestino Gnazi, legale della famiglia Vannini sin dalle prime fasi del procedimento. Un appuntamento che ha riportato al centro del dibattito pubblico una storia che, a distanza di anni, continua a interrogare coscienze e istituzioni, mantenendo viva la richiesta di verità e giustizia da parte della famiglia.
Caso Vannini, la memoria di Marco arriva alla Camera: i genitori presentano il libro a Montecitorio






